In Kenya si apre una faglia: dividerà in due l'Africa

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La frattura, infatti, si sta allargando lentamente man mano che le due placche tettoniche si allontanano e il cui distacco, secondo i geologi, potrebbe avvenire tra 50 milioni di anni, quando quattro Paesi del Corno d'Africa (Somalia, metà Etiopia, Kenya e Tanzania) si divideranno per formare un nuovo continente.

Una voragine enorme si è aperta nel terreno della città di Narok in piena Rift Valley, lunga 10 chilometri e larga fino a 20 metri. La spiegazione fornita dal National Geographic parla di una spaccatura definitiva dovuta all'abbondanza di piogge che, nel recente periodo, ha investito la superficie del Kenya, accelerando il processo di rottura già avviato dalla faglia: "Mentre la spaccatura è rimasta tettonicamente inattiva nel recente passato - ha spiegato il geologo David Adede al 'Daily Nation' - ci potrebbero essere movimenti profondi all'interno della crosta terrestre, che portano a zone di debolezza che si estendono fino alla superficie". Lo conferma Carlo Doglioni, presidente dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). "Da circa 30 di milioni di anni, l'Africa si sta dividendo in due frammenti: la placca africana vera e propria e la placca somala, che lungo la depressione della Rift Valley si stanno allontanando di circa 5-6 millimetri all'anno", afferma Doglioni.

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Come se non bastasse, occorre considerare che secondo gli esperti la litosfera è più sottile anche perché la terra sarebbe basata sul corso di un fiume prosciugatosi in un'era assai remota. Ma se guardiamo ai tempi lunghi - decine di milioni di anni - non è nemmeno priva di fondamento. Il condizionale però resta d'obbligo: "questo genere di rifting spesso evolve in un nuovo bacino oceanico, ma a volte può anche abortire". Eppure "il fenomeno non rappresenta una novità e neppure un'emergenza", rassicura Doglioni.

"E' probabile che cavità simili si siano già formate in altre località disabitate, rimanendo così sconosciute".

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