Condanna Scopelliti, Santelli: "È un orrore giuridico"

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La Cassazione ha ridotto di 5 mesi, per la prescrizione dell'abuso d'ufficio, la condanna a 5 anni di reclusione inflitta all'ex governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti, che ora dovrà scontare una pena di 4 anni e 7 mesi, in relazione alla vicenda delle parcelle 'pazze' di quando era sindaco del comune di Reggio Calabria.

Intanto la parlamentare di Forza Italia, Jole Santelli ha affermato che "la condanna inflitta a Peppe Scopelliti è un orrore giuridico: 4 anni e sette mesi per falso in atto pubblico, per la redazione del bilancio comunale, inflitti a un sindaco, è una decisione che non ha precedenti nel nostro Paese", spiega. Oggi, ha deciso di presentarsi nel carcere reggino di Arghillà.

La quinta sezione penale della Cassazione ha modificato la condanna a 5 anni che era stata pronunciata nei confronti dell'imputato dalla Corte d'appello reggina il 22 dicembre del 2016, eliminando 5 mesi di pena perché è caduto in prescrizione il reato di abuso d'ufficio. In precedenza era stata decisa l'interdizione perpetua. Scopelliti in Cassazione è stato difeso dagli avvocati Franco Coppi e Angelo Giarda. Il sostituto procuratore generale della Cassazione Antonio Salzano aveva chiesto la conferma della condanna (LEGGI).

Anche la torre dei Vigili del Fuoco si è colorata di blu
Dopo aver presentato denuncia per il reato di atti persecutori, la donna ha riconosciuto uil suo ex dalle immagini della telecameta.

In seguito a questa decisione a Scopelliti non rimaneva altra via che costituirsi.

Avendo una condanna superiore ai 4 anni l'ex governatore non avrebbe potuto chiedere l'affidamento ai servizi sociali, ragion per cui si è costituito.

"La condanna definitiva dell'ex governatore Giuseppe Scopelliti mette la parola fine sul cosiddetto "modello Reggio" e peraltro sconfessa per sempre un preciso modo di fare politica, fondato sull'apparenza e la narrazione autoreferenziale, che a lungo ha occupato la scena pubblica". In seguito, si é presentato da solo di fronte al cancello. Qui gli agenti della Polizia penitenziaria lo hanno riconosciuto e fatto entrare per il disbrigo delle pratiche.

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