Stefano, l'uomo con un cancro al seno: "Ecco le mie cicatrici"

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Perché, come recita il manifesto che gira ora sui social net- work, "il cancro al seno non è solo roba da femmine". "Quando si parla di numero di decessi per causa e per sesso osservati in Italia durante l'anno 2014 - si legge sulla piattaforma", - il dato fa riflettere, in generale, perché si parla cause di mortalità legate al cancro e, solo per cancro al seno, riferite a 129 uomini e 12.201 donne. Lo sa bene Stefano Saldarelli, 48enne libero professionista di Prato, che nell'agosto del 2017 ha scoperto di avere questa malattia, che erroneamente si crede non possa colpire anche il genere maschile.

Per dare un aiuto concreto agli altri malati ha deciso di aprire un blog per riferire la sua storia, dove racconta la sua esperienza e invita gli altri uomini a fare prevenzione. Il secondo scatto della campagna #can- croalsenomaschile che uscirà sul blog nei prossimi giorni lo ritrae insieme alla moglie Antonella: senza una sua carezza, quella sera prima di partire per il mare, forse non si sarebbe scoperta la malattia. Mancavano i risultati dell'esame istologico ma la diagnosi gli era ormai fin troppo chiara: cancro al seno. È arrivata poi la conferma del "carcinoma duttale infiltrante alla mammella". "All'inizio non volevo saperne, temevo gli effetti collaterali sul fisico, la perdita dei capelli". Stefano si è operato e poi sottoposto a un ciclo di chemioterapia, ed è ancora a metà del trattamento. Niente capezzolo sinistro: al suo posto, una bella cicatrice. Porta addosso i segni che le cure hanno lasciato sul suo corpo. "In tutto questo processo mentale mi vedevo completamente debilitato, abbrutito, già minato nella mia virilità in quanto affetto da tumore al seno". "E dire che non potevo nemmeno classificarlo come "tumore al pettorale" per dargli una connotazione più maschile.".

Insigne e Jorginho titolari nell'Italia 4-3-3 modello-Napoli di Di Biagio
Accetto le critiche , fanno parte del mestiere, soprattutto se giochi per una nazione intera. Avere la Spagna nel gruppo ci ha spinto a non credere fino in fondo in noi stessi.

Ma quanto è diffuso il cancro al seno maschile? Compresa quella stanchezza che è norma- le quando le sedute di chemio si susseguono a distanza di una settimana. Stefano non può fermarsi: è un lavoratore autonomo. Non stiamo parlando di un'influenza ma del cancro. Ma, l'obiettivo di Stefano, dopo aver intrapreso e superato le fasi più difficili del suo percorso da malato oncologico è stato quello di voler sensibilizzare l'opinione pubblica, attraverso una campagna mirata a far conoscere il problema poco conosciuto e sottovalutato da molti uomini. La situazione è drammatica: "pago anch'io l'Inps ma non ho gli stessi diritti del dipendente". "Bisogna farsi forza e andare avanti".

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