Truffa anziani che hanno perso il figlio di "lupara bianca". Arrestato

Share

Nel luglio del 1993 Domenico Pelleriti, è stato vittima della cosiddetta "lupara bianca", per mano della mafia barcellonese e, dopo la sua scomparsa, il corpo, trascorsi orami 25 anni, non è mai stato rinvenuto.

Francesco Simone (che è il fratello di quella che nel '93 era la giovanissima fidanzata di Pelleriti) è stato arrestato questa mattina dai carabinieri del Comando provinciale di Messina in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto su richiesta del procuratore Emanuele Crescenti e della pm Rita Barbieri. In realtà, il ragazzo era stato ucciso da Cosa Nostra e il 44enne Francesco Simone, arrestato oggi, aveva abusato della fiducia degli anziani genitori, facendosi consegnare nel tempo oltre 200mila euro e lasciandoli sul lastrico.

Non solo: per convincere la coppia che il figlio fosse vivo, aveva anche imitato la sua voce al telefono. Il giovane, hanno raccontato i pentiti della mafia di Barcellona Pozzo di Gotto, pur non appartenendo alla criminalità organizzata, sarebbe stato coinvolto in un giro di ladri d'auto ed era sospettato di avere compiuto dei furti a un commerciante che pagava il pizzo all'associazione mafiosa. I capi della "famiglia barcellonese" non potevano tollerare che la loro autorità venisse messa in discussione e, pertanto, intervenivano decidendo di assassinarlo personalmente, unitamente ad un altro giovane anch'egli sospettato di avere partecipato ai furti. Portato in un casolare con un tranello, venne torturato per fargli confessare il furto.

Champions: il Bayern passeggia in Turchia
In apertura di ripresa il raddoppio è addirittura un regalo, perché Gonul la butta nella propria porta e sigla lo 0-2. La formazione tedesca, vittoriosa 5-0 all'andata, supera il Besiktas anche in Turchia 3-1 nel match di ritorno.

Nel dramma della sparizione del figlio, vissuto dagli ormai anziani genitori della vittima si è inserito l'indagato il quale, per oltre un decennio, approfittando del dolore dei coniugi, ha messo in scena una teatrale tragedia, al fine di indurre gli anziani al pagamento costante di somme di denaro, facendo loro credere che il loro figlio scomparso fosse invece vivo e malato, ricoverato in un imprecisato luogo di cura e che dalle dazioni di denaro dei genitori dipendesse la sua sopravvivenza. Secondo le indagini dei carabinieri, il truffatore ha annullato psicologicamente la coppia, facendole vivere un clima di paura, intimidazione e sofferenza. Aveva fatto credere ai due anziani per anni che se avessero smesso di avere contatti con lui non avrebbero più sentito il figlio, malato ed in fuga dalla mafia. Pelleriti è scomparso nel 1993 e Francesco Simone ha convinto i genitori del fatto che si fosse trasferito al Nord, che fosse vivo e bisognoso di cure.

Gli anziani sono stati spogliati di ogni loro bene e denaro: sono stati costretti a vendere un immobile e fare debiti, arrivando addirittura a considerare l'idea di rubare alcuni risparmi della nipote. Attraverso questa vessazione SIMONE avvalorava ulteriormente il suo ruolo di indispensabile tramite agli occhi delle succubi vittime sempre indotte a credere che la mancata corresponsione delle somme richieste potesse cagionare la morte immediata del figlio per via dell'interruzione della somministrazione dei farmaci.

Per questo motivo un uomo di 44 anni di Messina è finito in manette per truffa.

Share