Le guerre del terzo millennio: i dazi doganali

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Intanto, però, il protezionismo sembra pagare almeno in termini dei consensi: il gradimento per Trump è balzato dal 38 al 42%, il massimo da quando si è insediato alla Casa Bianca, il 20 gennaio 2017, dopo che a febbraio era scesa al livello minimo del 35%. Lo ha affermato un portavoce della Commissione Ue, sottolineando che la lista europea di prodotti americani a cui verranno applicati dazi se questi scatteranno per l'Europa "è ancora in consultazione" tra gli Stati membri e gli interlocutori di Bruxelles ma sarà pronta per essere resa pubblica nei prossimi giorni. Ma questi presidenti, pur intervenendo a gamba tesa, restavano all'interno di un sistema, quello di libero scambio costruito con gli accordi del Dopoguerra, nel quale credevano. "Un summit è una pessima scelta come primo approccio - commenta nel suo editoriale - in caso di fallimento potrebbe portare ad un inasprimento delle relazioni da entrambi i lati". E, per scardinarlo, ricorre alla sicurezza nazionale: come introdurre in battaglia l'arma nucleare.

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Sorridente, serena e aperta a cogliere ogni opportunità le riserverà il futuro, Emma si racconta come una donna nuova. Se dovesse arrivare adesso sarei veramente pronta a farmi amare, anche perché sono io per prima ad amarmi di più".

Proprio in uno di quei bacini che vorrebbe rilanciare tutelandone gli interessi e stracciando gli accordi che altri prima di lui hanno stretto a condizioni che secondo Trump sono svantaggiose per gli Stati Uniti. A tale proposito, Larry Kudlow, ex collaboratore di Ronald Reagan e oggi consulente esterno della Casa Bianca, parla di una strategia del presidente americano, mutuata dal mondo del business, per ottenere concessioni.

Il prossimo bersaglio? Dipenderà dalle rappresaglie dei Paesi colpiti dai dazi, ma anche dalle reali intenzioni di Trump. Il messaggio di guerra è rivolto a Giappone e Corea del Sud e all'Europa, visto che quest'ultima a cominciare dalla Germania esporta in Usa oltre 5 milioni di tonnellate di acciaio e alluminio sui 36 milioni di import americano, e c'è anche mezzo milione di tonnellate d'acciaio a alluminio prodotti in Italia. I timori delle imprese della Silicon Valley legate all'Asia sono quindi giustificati, anche se il contributo di Pechino per isolare il dittatore nordcoreano potrebbe indurre Trump a temporeggiare.

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