A Fano è in corso l'evacuazione di circa 23 mila persone

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A Fano è in atto l'evacuazione immediata di 23 mila persone, in pieno centro città, dopo il ritrovamento, nella mattina di martedì, di un ordigno bellico da 250 chilogrammi in un cantiere sul lungomare Sassonia.

Bloccati anche i treni dalle 21.30, dato che la stazione si trova nella zona di pericolo. L'autostrada A14 è invece esclusa dallo stop.

Si è deciso che la bomba sarà fatta brillare in mare, con un'operazione congiunta tra Esercito Italiano e Marina Militare, l'ordigno bellico di Fano. La decisione è stata adottata in serata dalla prefettura di Pesaro.

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L'ultima esplosione è avvenuta nella zona sud-est della città, e una donna sui 70 anni è rimasta ferita gravemente. Gli involucri infatti non sono stati spediti con la posta, ma semplicemente lasciati sul vialetto.

Sul posto sono intervenuti in un primo momento gli artificieri dell'Esercito, che hanno stabilito che si tratta di un ordigno di fabbricazione inglese da 500 libbre con le spolette differite: in linea teorica potrebbe esplodere, viene sottolineato, entro 144 ore. Sarà prelevato nelle prossime ore e portato in mare aperto da mille soldati, in arrivo in città per collaborare alle operazioni. La "zona rossa" ha un raggio di 380 metri e all'interno di questo perimetro tutte le persone devono essere obbligatoriamente allontanate da subito. L'area interessata è estesa per 1800 metri dal punto in cui è stata ritrovata la bomba.

Il sindaco di Fano Massimo Seri ha invitato i residenti della zona di sicurezza a dormire altrove se ne hanno la possibilità.

Sassonia - parcheggio Vanvitelli, via della Marina. Sempre domani, fino alle ore 13.00 saranno chiusi tutti gli uffici pubblici con eccezione del Commissariato, della stazione dei Carabinieri e del Comando di Polizia locale.

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