M5S, Di Maio: "No a squadra di governo diversa da quella Cinquestelle"

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Lo dice Luigi Di Maio, capo politico del Movimento 5 Stelle, in conferenza alla sala stampa estera.

"Non contempliamo alcuna ipotesi di governo istituzionale o di tutti".

"Non si parla di una forza politica o dell'altra - continua - mi sarei aspettato un contatto da tutte le forze politiche sui temi e invece le vedo discutere al proprio interno". In più, ha il personalissimo problema del suo secondo mandato, che in teoria gli impedirebbe di correre alle prossime elezioni. Sempre più gente si convince che M5S sia l'unica possibilità per uscire dal baratro dei partiti: per questo credo che siamo destinati a crescere.

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Nato il 17 dicembre 1936 a Buenos Aires da una famiglia di origini italiane, scelse il nome Francesco in onore di San Francesco d'Assisi.

"Le elezioni sono state uno schiaffo al vecchio modo di fare politica - dice ancora il leader del M5s".

"Chiedo responsabilità a tutte le forze politiche perché debito, precarietà, disoccupazione non aspettano le liti di partito. Gli italiani hanno dato un segnale che va colto: un voto post ideologico, dove non ci sono più destra e sinistra, con un 32% di preferenze a un programma che non è mai stato estremista, e non è contro l'euro". "La seconda forza politica - ha rivendicato - è a oltre 10 punti da noi, c'e' stata una grande investitura nei confronti del M5S", ha detto ancora. "Si tratta di un voto post-ideologico, un voto su un programma che non è mai stato estremista". "Fatevi avanti con i temi e diteci cosa voletere fare per gli italiani non per i vostro partito". "Non c'è da stravolgere la politica estera - aggiunge - ma far valere di più l'Italia nel mondo e soprattutto a Bruxelles". "L'Italia con noi resterà nell'Unione europea, nella Nato, e avrà solidi rapporti con gli altri Paesi, con l'ambizione di cambiare le cose che non funzionano". Credo che oggi Padoan sia stato molto irresponsabile a trascinare le questioni tra Italia e Bruxelles rispondendo 'non so a proposito del futuro dell'Italia.

"Le presidenze delle camere non riguardano le dinamiche del governo, non devono essere collegate ad alleanze di governo, servono figure di garanzia legate per il parlamento".

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