Disease X: allarme malattia X, potrebbe essere la prossima epidemia mondiale

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Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, potrebbe rappresentare la prossima, grande pandemia che potrebbe decimare la popolazione mondiale.

Che la prossima minaccia potrebbe venire da un virus o un batterio sconosciuto è noto ai ricercatori, tanto che è appena stato lanciato il Global Virome Project, un network di ricercatori che in dieci anni vuole mappare il Dna di tutti i virus esistenti. Gli esperti però ritengono più probabile che la Malattia X possa essere una mutazione di quelle proprie degli animali, selvatici e domestici. Nella lista di malattie potenzialmente pandemiche per cui non esistono ancora armi di difesa, l'Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità - World Healt Organization) ha inserito per la prima volta la voce 'disease X', una malattia misteriosa che sarebbe in grado di uccidere milioni di persone in tutto il mondo.

Nell'elenco, che viene aggiornato ogni anno, compaiono nomi noti come Ebola e Marburg, Zika, febbre Lassa, febbre emorragica Congo-Crimea, Sars e Mers, Nipah e febbre della Rift Valley, patologie mortali per cui non ci sono cure o vaccini efficaci. "L'emergere e il diffondersi di nuove malattie aumenta con l'incremento del contatto tra uomo e animale, con i viaggi e con il moderno commercio", continuano gli esperti dell'organizzazione.

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Fino alla fine il Napoli sarà lì a lottare, per noi sarà difficile: "avremo i quarti di Champions , speriamo anche le semifinali". Sulla possibilità di arrivare a 104 punti, un record: "Non mi interessano i record, se mi dicono che ne bastano 81 mi fermo".

Insomma, nel forsennato tentativo di capire a quali malattie e a patogeni dare priorità nella ricerca in contesti di emergenza della sanità pubblica, ecco che compare tale "Malattia X", a consapevolezza che una grave epidemia internazionale potrebbe essere causata da un agente patogeno attualmente sconosciuto e causare malattie umane.

Sotto osservazione anche i virus che non si trasmettono da uomo a uomo, come l'influenza H151 attualmente molto poco contagiosa ma con un tasso di mortalità di circa il 60%. Nella maggior parte dei casi le epidemie si diffondono senza prima essere annunciate, come avvenuto per Zika in Sud America e nei Caraibi nel 2015-2016.

Le malattie sono state identificate dagli esperti di R&D Blueprint, una strategia globale e un piano di allerta che consente di far leva sulle attività di Ricerca e Sviluppo (R&D, Research and Development) a epidemie in corso. Nuove abilità scientifiche come l'editing genetico, specialmente se combinate con i supercomputer odierni, rendono più facile lo sviluppo di armi biologiche rispetto a quando gli USA e l'URSS hanno sperimentato durante la Guerra Fredda.

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