Compravendita senatori: inchiesta della Corte dei Conti su De Gregorio e Berlusconi

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La posizione che al momento appare più a rischio è quella di De Gregorio per il quale i giudici potrebbero chiedere un risarcimento a sei zeri. Al di là però della faccenda comunque opaca riguardante De Gregorio, è da ricordare che il governo Prodi cadde non tanto per questa presunta compravendita, quanto piuttosto per l'opposizione interna esercitata da altri membri della coalizione di centrosinistra, tra cui gli uomini di Lamberto Dini, l'Udeur del "trombato" Clemente Mastella e il senatore di Rifondazione comunista Franco Turigliatto.

A Silvio Berlusconi e Sergio De Gregorio potrebbe essere chiesto di risarcire lo Stato italiano per i danni legati alla vicenda della compravendita dei senatori ai tempi del secondo governo di Romano Prodi.

Nel processo penale seguito alla vicenda De Gregorio, dopo aver ammesso le proprie responsabilità, patteggiò una condanna a un anno e otto mesi di reclusione, mentre Berlusconi venne condannato a tre anni in primo grado (2015) e assolto per avvenuta prescrizione in secondo (2017). Secondo i giudici di secondo grado l'ex premier "ha pacificamente agito come privato corruttore e non certo come parlamentare nell'esercizio delle sue funzioni". La Procura della Corte dei Conti del Lazio ha aperto un fascicolo e ha delegato la Guardia di Finanza ad acquisire a Napoli gli atti del procedimento.

Pd: Delrio, non cerchiamo nuovo capo ma nuova direzione
Ci hanno detto che adesso tocca a loro. "Non c'è la percorribilità di un governo politico con i Cinque Stelle". Non auspichiamo un governo M5S-Lega perché hanno fatto promesse che non sono realizzabili.

Ma non è finita qui.

De Gregorio ammise di aver stretto un accordo nel 2006 con il leader di Forza Italia, dichiarando, nel corso delle indagini, di aver ricevuto tre milioni di euro per lasciare il gruppo al Senato dell'Italia dei valori, che faceva parte del centrosinistra, ed entrare nel gruppo misto. In questo caso, se il danno viene accertato - come riporta Repubblica - la Corte può arrivare a chiedere "fino al doppio del valore della tangente pagata o intascata da un pubblico ufficiale o da un dipendente della pubblica amministrazione". Peccato che a far cadere il professore non fu solo il voto di De Gregorio, ma la fine di quella risicata maggioranza che lo aveva tenuto in piedi fino al giorno fatidico.

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