Aprilia, Ivano Beggio è morto. Lanciò Valentino Rossi e Max Biaggi

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L'annuncio è stato dati dai collaboratori con una nota, in cui si precisa che l'ingegnere era da tempo malato e che presto verrà comunicata la data delle esequie.

Dal 1968 è stato a capo dell'azienda di Noale, ereditata dal padre Alberto, fino al 2004, quando questa è entrata a far parte del gruppo Piaggio, che comunque gli ha lasciato la carica di presidente onorario fino al 2006. Beggio, cavaliere del lavoro e residente da tanti anni ad Asolo, è ricordato anche per il suo impegno nel sociale: fu infatti tra i fondatori dell'associazione Amici del cuore e della fondazione Salus pueri.

Ma Ivan Beggio era anche uno scopritore di talenti, a partire da Valentino Rossi e Max Biaggi, che iniziarono proprio sotto la sua ala protettrice. Lutto nel motociclismo per la scomparsa - a 73 anni - dello storico presidente dell'Aprilia. In seguito divenne Cavaliere dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana.

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"Ha perso l'ultima corsa, ma per tutta la sua vita è stato un vincente".

Dal punto di vista industriale, negli anni '80 Aprilia si impone come marchio leader nella produzione di motociclette di piccola cilindrata (50 e 125 cm3), mentre nel decennio successivo grazie ad un nucleo di progettisti e designer di successo la casa di Noale lancia una serie di modelli Aprilia destinati alla mobilità urbana, esteticamente e tecnologicamente innovativi: nel 1991 lo Scarabeo; nel 1992 il primo scooter e la prima moto due tempi a marmitta catalitica. "Ci ha lasciati anche il Patron Ivano".

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