'Storie maledette' ripercorre l'omicidio di Sarah Scazzi

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Franca Leosini torna con Storie Maledette - Sarah Scazzi: quei venti minuti per morire.

Notare il kit da macchina per poter seguire agilmente #StorieMaledette! Nell'attesa intervista a Sabrina Misseri e a sua madre Cosima Serrano, le due donne, per la prima volta, raccontano la loro verità su uno degli omicidi che ha interessato maggiormente l'opinione pubblica. Franca domanda, le intervistate rispondono, in un turbinio di citazioni e voli pindarici a cui il pubblico televisivo guarda con tenerezza e ammirazione.

Il problema del linguaggio ricercatoMa quegli "ardori lombari" non sono che un esempio delle tante, tantissime espressioni forbite e curate che dimostrano quanta leziosa ricercatezza ci sia nella preparazione del copione di "Storie maledette", che ormai pare più un talkshow che un programma giornalistico, fra citazioni di Battiato e Flaiano, complicate metafore e frasi che la Leosini ripete a più non posso, per piacersi e per piacere. A "Storie maledette" è stato ripercorso infatti dalla giornalista uno dei delitti che, durante gli ultimi anni, hanno annientato per la sua crudeltà il mondo intero.

L'indagatrice dell'anima umana, come lei stessa si definisce, ha rivelato che per preparare la puntata sul delitto di Avetrana, ha studiato 10mila pagine del faldone processuale. Le due donne si trovano ora nel carcere di Taranto. "La sorella che non ho mai avuto, viveva praticamente da noi", così si esprime nell'intervista la figlia di Cosima Misseri.

E' andata in onda l'11 marzo in prima serata la prima puntata della nuova stagione di Storie Maledette.

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Una partita che sembrava essere destinata allo 0 a 0, ma che si sblocca all'ultimo secondo prima del fischio finale. Gennaro Gattuso al termine del match è apparso soddisfatto ma non del tutto entusiasta della prestazione dei suoi.

Nel corso dell'intervista Sabrina parla con la giornalista del suo rapporto con Ivano Russo. Ma è Cosima che racconta aspetti sinora sconosciuti: "La piccola Sarah era molto legata a noi, voleva farsi adottare e portava una mia foto nella borsa dicendo che si trattava di sua madre".

E poi il rapporto con Ivano, il perno attorno al quale ruotano tutti fatti di quella Storia Maledetta: l'ossessione di Sabrina, il "Dio Ivano" di cui la ragazza era talmente innamorata da esserne morbosamente gelosa.

Come nega di sapere che a seguito dell'episodio che ha portato alla rottura del rapporto tra lei e Ivano (il rifiuto del ragazzo di consumare un rapporto con Sabrina), la piccola Sarah continuava a scambiare messaggi, anche notturni, con il giovane di Avetrana. "Avevo notato che uscendo con i miei amici Sarah stava cominciando a credere un pochino più in sé e si divertiva".

Gli inquirenti affermano che quello niente altro era che un tentativo diabolico di depistare le forze dell'ordine.

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