Macerata: intercettato confessa omicidio Pamela il nigeriano Oseghale

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Oseghale avrebbe confessato il delitto durante un colloquio avuto in carcere con la compagna. Ora dopo questa presunta confessione, che gli inquirenti sono riusciti a intercettare in carcere, dove è detenuto dallo scorso 31 Gennaio, la sua posizione potrebbe complicarsi. Secondo quanto riporta Il Giorno, parlando con la sua compagna all'interno del penitenziario, Oseghale avrebbe detto: "Sono stato io, e ho fatto tutto da solo". L'esame del cadavere invece ha fatto emergere molte "intromissioni" sul corpo della vittima: il cadavere è stato in parte smembrato, in parte scuoiato, in maniera accurata e dettagliata, anche nelle parti intime, al fine di cancellare qualsiasi traccia di liquidi biologici che sarebbero stati preziosi per ricostruire e capire le dinamiche della morte di Pamela. A riportarlo un articolo pubblicato sul Resto del Carlino. Affermazioni inequivocabili e chiare, con cui lui si sarebbe preso ogni responsabilità di questo delitto violento.

Oltre a questa implicita confessione nei giorni scori è emerso che tracce del dna di Innocent Oseghale sono state ritrovate sul corpo di Pamela Mastropietro. Le tracce inoltre erano tutte cancellate, tracce che solo il luminol dei carabinieri del Ris è riuscito a rinvenire nel balcone.

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Rubavano i gioielli e persino i denti d'oro dai cadaveri , arrivando anche a organizzare delle grigliate tra le tombe . L'indagine trae origine dalla denuncia sporta il 26 ottobre 2016 da Michela Favaro , amministratore delegato di A.F.C.

Tuttavia restano dubbi molto forti sul fatto che Oseghale abbia potuto agire da solo: la precisione chirurgica con cui la ragazza è stata sezionata, l'estrema accuratezza nella pulizia sia del corpo della 18enne che dell'abitazione di via Spalato fanno supporre che il ragazzo non abbia fatto tutto da solo. Infatti il nigeriano avrebbe anche detto altre cose che vanno chiarite.

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