La povertà cresce ancora, Bankitalia: quasi 1 persona su 4 a rischio

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Secondo l'Indagine sui bilanci delle famiglie italiane della Banca d'Italia relativa all'anno 2016, il reddito medio delle famiglie italiane è cresciuto del 3,5 per cento rispetto a quello rilevato dalla precedente indagine sul 2014, dopo essere pressoché ininterrottamente caduto dal 2006.

Gli immobili di proprietà sono ancora lo zoccolo duro della ricchezza degli italiani (è proprietario della casa in cui vive il 70% delle famiglie). L'incidenza di questa condizione, che interessa perlopiù le famiglie giovani, del Mezzogiorno o dei nati all'estero, è salita al 23 per cento (dal 19,6% del 2006), un livello mai raggiunto dalla fine degli anni '80, per essere precisi il più alto dal 1989, anno di inizio delle serie storiche dello studio. Il livello di poverta' e' quello di persone che dispongono di un reddito equivalente inferiore al 60% di quello mediano.

L'aumento delle diseguaglianze in Italia si nota anche nella quota di ricchezza detenuta dai Paperoni: nel 2016 il 5% dei più facoltosi deteneva il 30% della ricchezza complessiva.

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Inoltre un blitz per la liberazione dell'ostaggio fallì e nel conflitto a fuoco rimase ucciso l'ispettore Samuele Donatoni . I familiari, il 12 dicembre fecero sapere ai banditi di aver raccolto la somma richiesta nonostante il blocco dei beni.

Infine non cambia la quota di italiani indebitati con un mutuo, mentre si riduce il debito al consumo, ma solo nelle famiglie con capofamiglia di oltre 45 anni.

Il 5% delle famiglie piu' ricche italiane detiene il 40% della ricchezza del patrimonio (in media pari a 1,3 milioni di euro). Nonostante l'inversione di tendenza, "il reddito equivalente è ancora inferiore di 11 punti percentuali a quello registrato" nel 2006, spigano da via Nazionale. Secondo le informazioni riportate dagli oltre 7.000 nuclei familiari intervistati da Bankitalia, nel 2016 il reddito annuo familiare, al netto delle imposte sul reddito e dei contributi sociali, è stato in media pari a circa 30.700 euro (30.600 euro nel 2014).

A fronte della sostanziale stabilità del reddito medio familiare in termini reali, il reddito medio equivalente, una misura che meglio approssima il benessere economico individuale tenendo conto della dimensione familiare e delle economie di scala che ne derivano, è salito a circa 18.600 euro nel 2016. Tra il 2014 e il 2016 la ricchezza netta è diminuita, quasi interamente per effetto del calo del prezzo delle case. La ricchezza netta media e quella mediana sono diminuite del 5 e 9 per cento a prezzi costanti. Una crescita che non riguarda solo il sud del paese, dove il 13,3% degli individui vive in famiglie senza alcun percettore di reddito da lavoro rispetto al 6,1 nel nord e 6,9 nel centro. "La quota di famiglie indebitate ha continuato a ridursi, al 21 per cento; il valore mediano del rapporto tra l'ammontare complessivo dei debiti familiari e il reddito è sceso al 63 per cento, dal picco dell'80 registrato nel 2012", spiega il rapporto Bankitalia. L'11% delle famiglie indebitate è vulnerabili, deve pagare una rata superiore al 30% del proprio reddito. La quota di proprietari e' pero' ancora diminuita tra le famiglie con capofamiglia fino a 45 anni (dal 59 al 52 per cento tra il 2006 e il 2016).

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