Addio a Giuseppe Soffiantini, l'imprenditore bresciano rapito nel 1997

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Soffiantini era stato prelevato dalla sua abitazione di Manerbio la sera del 17 giugno 1997.

Il sequestro Soffiantini è una delle vicende più clamorose legate all'Anonima Sequestri nel Nord Italia. Inoltre un blitz per la liberazione dell'ostaggio fallì e nel conflitto a fuoco rimase ucciso l'ispettore Samuele Donatoni. Durante il rapimento, all'uomo fu tagliato un lembo dell'orecchio.

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La vicenda che vide il drammatico sequestro di Giuseppe Soffiantini, morto all'età di 83 anni, arriva fino agli anni 2000, quando presero il via i processi che portarono, nel 2002, alla condanna in Cassazione a 25 anni di reclusione per Osvaldo Broccoli e Giorgio Sergio, e a quella all'ergastolo a carico di Attilio Cubeddu, attualmente latitante, tutti e tre ritenuti i sequestratori dell'imprenditore bresciano nonché i responsabili dell'omicidio dell'agente dei Nocs, Donatoni. I familiari, il 12 dicembre fecero sapere ai banditi di aver raccolto la somma richiesta nonostante il blocco dei beni. Delfino, dopo aver indagato sulle bierre (nome in codice 'Giaguaro uno'), fu arruolato nell'ex Sismi - gestì le indagine per conto dell'intelligence sul ritrovamento del cadavere di Roberto Calvi sotto il ponte dei Frati Neri a Londra - per poi tornare nei ranghi dei carabinieri e giungere a un passo dalla nomina a comandante generale dell'Arma. Rimase vittima di un sequestro nel 1997 e per 237 giorni fu nelle mani dei rapitori. Soffiantini venne liberato dopo otto mesi di prigionia dietro pagamento di un riscatto di 5 miliardi di lire da parte della famiglia.

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