Vaccini e scuola: entro il 10 marzo bisogna consegnare i documenti

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Questa moltitudine di bambini non in regola, ma che vanno regolarmente in asilo o a scuola, porterà a conseguenze impreviste e non definite. Carlo Signorelli assicura che i disservizi che si sono riscontrati sono stati minimi in confronto al carico a cui sono stati chiamati i centri vaccinali. Come minimo ci dovrebbe essere un ultimo colloquio con la Asl prima di arrivare all'esclusione.

Nessuna criticità, in Emilia-Romagna, sugli adempimenti vaccinali: tutto sta procedendo secondo la tabella di marcia prevista e i percorsi di recupero dei bambini e dei ragazzi non ancora in regola stanno andando avanti, sulla base della programmazione definita dalle Aziende sanitarie.

Non è però certo che non siano riammessi a scuola.

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Infine su Renzi: "E' vittima della sua arroganza ". E l'Unione europea non può che preoccuparsene. E su Renzi: "Lo abbiamo biodegradato".

Vaccini obbligatori: l'aumento della copertura vaccinale a seguito dell'applicazione del controverso decreto legge Lorenzin è proporzionale al crescere della confusione, in Piemonte e non solo. Questo anche se Miur e Ministero della Salute hanno concesso, secondo quanto riportato da Ansa.it, un paio di settimane di proroga alle Regioni che hanno un'anagrafe vaccinale. Ma il termine del 10 marzo non vale per le regioni, come Lombardia, Veneto e Lazio.

Ancora pochi giorni per regolarizzare la propria posizione e mettersi in regola con le vaccinazioni obbligatorie per la frequenza a scuola. Per quanto riguarda l'assenza del libretto vaccinale o della dichiarazione documentata dalla Asl, invece, basterà presentare una prova dell'avvenuta prenotazione delle vaccinazioni. Una procedura semplificata che è applicata alla fascia d'età 0/16 anni. Il termine per la consegna dei certificati è il 10 marzo, prolungato fino a lunedì mattina. Il rispetto degli adempimenti vaccinali è accertato mediante il trasferimento dei dati tra le istituzioni scolastiche/educative e formative e le Aziende Usl competenti. "Per ora sono disponibili solo dei dati ufficiosi, non ufficiali, perché sono dati preliminari da cinque regioni più un comune italiano, e mi sembrano piuttosto buoni", ha dichiarato Giovanni Rezza, direttore del dipartimento malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità. Per chi frequenta la scuola dell'obbligo - cioè tra i 7 e i 16 anni - la mancata presentazione dei documenti non inciderà sulla frequentazione della scuola.

Sia la legge sia la circolare arrivata negli ultimi giorni confermano che per essere in regola rispetto alla scadenza del 10 marzo è sufficiente aver presentato alla scuola anche la sola documentazione relativa al possesso di un appuntamento (fissato anche dopo il 10 marzo).

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