Pd, Orlando: 'Alleanza con M5S trovata mediatica di Renzi'

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Andrea Orlando ne è convinto e ribadisce che il referendum nel Pd non serve perché "il referendum sul Pd c'è già stato". Rosato, che dunque esclude la possibilità che Calenda corra alle primarie Pd, afferma poi con forza l'intenzione del suo partito di non voler dar vita ad un governo nè con il centrodestra nè con il M5s.

"Matteo Renzi si è formalmente dimesso lunedì". Come da lui richiesto nella lettera di dimissioni, e come previsto dallo Statuto, ho immediatamente annunciato la convocazione dell'assemblea nazionale per gli adempimenti conseguiti. Un'inezia. E perciò, anche se non si è registrato lo storico ribaltone (il Pci-Pds-Ds-Pd è sempre stato il primo partito a Livorno nella storia repubblicana del Paese) il giudizio non cambia. Contestualmente ho convocato la direzione nazionale che sarà aperta dalla relazione del vicesegretario Martina. L'ex capogruppo dei senatori del PD, Luigi Zanda, aveva detto: "Le dimissioni di un leader sono una cosa seria, o si danno o non si danno". Per la gestione del partito nella fase post voto di formazione del governo e nella preparazione del congresso, l'area di minoranza chiede una gestione "collegiale", con una delegazione "pluralista" alle consultazioni che si faranno al Quirinale. Obiettivo? Riprendere in mano la leadership ora che ha ancora il controllo sugli organismi dirigenti del partito e i nuovi eletti, in modo tale da farsi rieleggere segretario e ripartire da zero con le europee; "La strategia di Matteo Renzi è esattamente questa", hanno confermato fonti dem interne.

NPD parla delle vendite di PS4, Xbox One e Nintendo Switch
Stando al sito ufficiale , si parlerà principalmente delle novità in arrivo per quest'anno sia su Nintendo 3DS che su Nintendo Switch .

Sorprende piuttosto che, né i politici né gli editorialisti favorevoli all'inciucio (anche se il patto della crostata del '97, fraMassimo D'Alemae il Cav, al confronto, appare un vago pour parler) stupisce che né i politici né gli editorialisti, dicevamo, si rendano conto che l'ennesima messa in scena di una politica in cui gli opposti finiscono a braccetto sarà benzina sul fuoco del disincanto e della rabbia dei cittadini, a cominciare da molti di quelli che han votato Grillo e Di Maio, ma anche sulla protesta che si è incanalata nella Lega.

Tra martedì e mercoledì, però, la situazione si è in parte chiarita. È la linea che emerge dalla riunione dell'area Orlando che è in corso.

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