YOUTUBE Vicenza-Padova, scontri tra ultras. Decine di perquisizioni

Share

La digos ha perquisito 16 persona di età compresa tra 20 e 43 anni, di cui 15 residenti a Padova e una residente a Treviso, tutti appartenenti ai gruppi ultras del Padova.

Nella mattinata odierna, la Polizia di Stato, su delega del Sostituto Procuratore della Repubblica di Vicenza, Maria Elena PINNA, ha eseguito 16 perquisizioni a carico di altrettanti ULTRAS del Padova, resisi responsabili di vari reati in occasione dell'incontro di calcio Vicenza - Padova del 27 gennaio 2018.

Le indagini sono condotte dalle Digos delle Questure di Padova e Vicenza.

I reati a vario titolo contestati sono: travisamento in occassione di manifestazione sportiva (art. 5 L. 152/1975), possesso di oggetti atti ad offendere in occasione di manifestazione sportiva (art. 6-ter L. 401/1989), lancio di materiale pericoloso in occasione di manifestazione sportiva (art. 6-bis L. 401/1989), violenza/resistenza a pubblico ufficiale aggrevata (art. 337 C.P.), manifestazioni esteriori del disciolto partito fascista (art. 2 comma 1, L. 205/1993), lesioni personali aggravate (art. 582 C.P.).

L'Isola dei famosi, Barbara D'Urso umiliata sullo scandalo droga: ecco perchè
E poi ha aggiunto: "all'interno della casa non abbiamo una singola immagine di Francesco che prepara, fuma, condivide una canna". Chiara Nasti , infatti, dopo soli tre giorni dall'inizio dell'avventura ha deciso di abbandonare il gioco e di ritirarsi.

All'interno dello stadio, prima, durante ed al termine dell'incontro, alcuni ultras padovani avevano esposto striscioni e cartelli con scritte antisemita e gesti tipici dell'estrema destra.

Gli scontri furono all'esterno dello stadio Menti di Vicenza. Ad oggi gli indagati sono 20: tra loro c'è anche una donna di 40 anni, residente nella città del Santo.

Padova, gli scontri degli ultras contro il Vicenza Padova, gli scontri degli ultras contro il Vicenza ripresi dalla polizia il 29 gennaio scorso. Nei loro confronti, il questore di Vicenza Giuseppe Petronzi ha avviato le procedure per l'applicazione del Daspo (divieto di accesso ai luoghi ove si svolgono manifestazioni sportive). Negli incidenti erano rimasti feriti altri tre agenti.

Durante le perquisizioni sono state sequestrate una bandiera con la svastica, una mazza da baseball, un coltello, un tirapugni, un manganello telescopico e una biografia del criminale di guerra tedesco Erich Priebke. L'espressione usata nel cartello, per l'evidente richiamo al romanzo di Primo Levi, fatto peraltro avvenuto il 27 gennaio, nel "Giorno della Memoria", è stato interpretato come provocazione alla tifoseria vicentina attraverso il malcelato e grave riferimento alle vittime dell'Olocausto.

Share