Oscar 2018, trionfa "l'inno alla diversità"

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Commentiamo insieme gli Outfit Oscar 2018. La più famosa kermesse cinematografica è stata condotta, dal comico di Jimmy Kimmel.

Ma andiamo ai fatti: "La forma dell'Acqua" di Del Toro ha vinto i due premi più ambiti in assoluto, miglior film e miglior regia, ed è una favola che parla di amore e diversità, mentre tornando sul versante italiano "Chiamami col tuo nome" di Guadagnino ha vinto come miglior sceneggiatura adattata, e racconta la storia di un amore omosessuale. In Italia si è sperato in Luca Guadagnino, per un film che di italiano ha il regista e l'ambientazione, ma che è stato ignorato fino alla candidatura, come da buona tradizione italica, che quando qualcosa funziona, allora è un orgoglio italiano e siamo tutti italiani bravi e belli, salvo poi storcere il naso e additare nei più beceri modi un film che, forse meritava di più, ma che anche senza tante statuette, ha avuto un impatto mondiale davvero forte. A temerla anche l'agente razzista Dixon, personaggio controverso almeno quanto quello della protagonista, per il quale Sam Rockwell ha vinto la statuetta di Miglior attore non protagonista. Infine, Miglior film d'animazione al 99,99 per cento andrà a Coco di Lee Unkrich e Adrian Molina. Il premio al miglior attore protagonista, invece, è stato consegnato a Gary Oldman per il film "L'ora più buia".

Un'edizione, quella degli Oscar 2018, con un valore aggiunto, visto che si è arrivati al compleanno numero 90.

L'America si è passata una mano sul cuore raccogliendo la forza per tradire l'istinto, che in novant'anni quasi mai ha assecondato la parte sognante dell'umanità, preferendo il lato oscuro. I produttori James R. Swartz e David Fialkow e i registi Dan Cogan e Bryan Fogel hanno vinto il premio per il Miglior documentario per Icarus.

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Intorno alle 12.40 ha lasciato l'albergo un carro funebre giunto poco prima, probabilmente con all'interno la salma. Nessun medico mi potrà mai dire che c'è un rimedio certo per ciò che riguarda il rischio di una morte improvvisa.

Il premio Migliori costumi a Mark Bridges per Il filo nascosto.

L'originale affresco visivo "Dunkirk", realistica ricostruzione del salvataggio di 300mila soldati inglesi intrappolati sulle spiagge francesi nel maggio del 1940 ha conquistato due Oscar: uno per il sonoro e un secondo per il montaggio. Salita sul palco per ritirare la statuetta come migliore attrice, la protagonista di "Tre Manifesti a Ebbing, Missouri" si è rivolta alla platea chiedendo a tutte le donne che avevano ricevuto una nominatation di alzarsi in piedi con lei.

Miglior sceneggiatura originale a Jordan Peele per 'Get Out'.

Quasi la stessa sorte è toccata all'affascinante Blade Runner 2049, ma con una sostanziale differenza: il film di Denis Villeneuve ha consentito al direttore della fotografia Roger Deakins di vincere (finalmente!) l'Oscar dopo ben 13 nomination andate a vuoto.

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