OK dell'Unione Europea a fusione tra Essilor e Luxottica

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A far risvegliare la "bella addormentata" del listino azionario italiano (a ieri sera la performance a un anno era pari a -0,8%) è stata la notizia del via libera incondizionato alla fusione tra il gruppo italiano e la francese Essilor da parte delle autorità antitrust europee, oltre che da quelle statunitensi.

"Il nostro compito è garantire che le concentrazioni non producano aumenti di prezzi o riduzioni delle possibilità di scelta", ha detto la commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager, spiegando che in questo caso "il rischio riguardava gli ottici e i consumatori dell'Ue".

Sempre nella giornata Essilor ha diffuso i conti 2017, con un calo del 3% degli utili netti anche per gli oneri straordinari legati proprio al progetto di fusione con Luxottica, che hanno pesato per oltre 100 milioni.

I suddetti ottici interpellati dalla Commissione hanno escluso ipotetici effetti negativi sulla concorrenza dopo la fusione tra le due società. "Poiché il risultato del test ha dissipato le nostre perplessità iniziali, possiamo dare la nostra approvazione incondizionata alla concentrazione".

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Balzo all'insù di Luxottica che a Piazza Affari a metà pomeriggio segna un guadagno del 5,15% a 51,90 euro per azione dopo aver toccato un massimo intraday di 53 euro.

Essilor è il principale fornitore di lenti oftalmiche a livello mondiale.

L'indagine ha permesso di accertare prima di tutto che "i più forti marchi di montature e di occhiali da sole detenuti da Luxottica, compreso Ray-Ban, non rappresentano in generale prodotti essenziali per gli ottici".

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