Dossier alla Curia. Sepe "Napoli non c'entra"

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Lo ha deciso l'arcivescovo di Napoli, card. "Ci sarebbero due sacerdoti di cui nei fatti non conosco nomi e cognomi - ha affermato - Si é voluto utilizzare Napoli come ufficio postale".

"Al di là della competenza - spiega Sepe in un comunicato diffuso dalla Curia di Napoli - e al di là del fatto che, nel documento sbobinato e stampato, lasciato e sottoscritto dall'autore, non figurano nomi riconducibili alla Diocesi di Napoli, resta la gravità dei casi denunciati per i quali, qualora accertati, coloro che hanno sbagliato devono pagare e devono essere aiutati a pentirsi per il male fatto". "La consegna del dossier da parte della Curia di Napoli permetterà di prendere visione delle responsabilità e le necessarie iniziative canoniche che la Santa Sede stabilisce in questi casa", è questo quanto riferito dal vescovo della Diocesi di teggiano-policastro Monsignor Antonio De Luca in seguito allo scandalo Del vestiario sui preti gay che come già abbiamo detto è stato ampiamente diffuso dal gigolò Francesco Mangiacapra. "Per fornire - si precisa - un file con lo stesso materiale, ma disposto in maniera più ordinata".

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Arriverà in Vaticano il dossier di più di 1200 pagine che denuncia l'esistenza di una presunta rete di preti gay. "L'unico elenco di nomi che io fornisco e' quello di stamattina - ha messo a verbale Mangiacapra - corredato da cio' che ritengo essere delle prove", dichiarazione sottoscritta da lui stesso, dal Cancelliere e dal notaio ad actum. Esso comprende anche un elenco di oltre cinquanta nomi tra sacerdoti e seminaristi che condurrebbero una vita "sessualmente dissoluta". "Prima di fare tutti i nomi alla Curia mi sono accertato che la loro condotta fosse ancora in atto", spiega il ragazzo. E ha aggiunto che "su internet e WhatsApp circola un file denominato preti Salerno 1, in cui sono elencati una serie di nomi di preti che si imputano come gay".

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