Germania: la corte federale concede ai comuni di vietare le auto diesel

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La decisione definitiva del Tribunale di Lipsia sul blocco ai diesel arriva in risposta al ricorso degli esecutivi regionali del Baden-Wuerttemberg e del Nordreno-Westfalia, che avevano impugnato al decisione dei tribunali di Duesseldorf e Stoccarda di inasprire i piani delle città contro l'inquinamento dell'aria.

La sentenza era attesa ed è arrivata con la violenza di un motore a scoppio. Una sentenza, dunque, destinata ad avere ripercussioni in maniera drammatica sul valore delle auto diesel. La questione riguardava la contraffazione delle centraline elettroniche per ridurre le emissioni di biossido di azoto dei veicoli; da allora l'energia diesel è stata messa in discussione e si è cercato di trovare una soluzione che possa coniugare lo sviluppo industriale automobilistico tedesco al rispetto dell'ambiente e dei limiti di emissioni imposti dai regolamenti europei. La Corte Superiore ha stabilito oggi che la misura è legale e che non è necessaria una regolamentazione a livello federale perché le città possano applicarla. La novità arriva in concomitanza con il via libera arrivato dalla Corte Federale tedesca - la quale conferma che le città della Germania possono decidere in piena autonomia di vietare la circolazione dei veicoli diesel sui loro territori -, due passi avanti apprezzati dagli ambientalisti.

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In futuro invece, Nainggolan si vede bene a Roma: " Sarei potuto andare al Chelsea ma anche in altre squadre ". E potrei andare ora in altre squadre, ma cambiare stile di vita e cultura non fa per me.

Sono ammissibili i divieti di circolazione alle auto diesel nelle città.

Una sentenza della Corte federale ha dato ai Comuni tedeschi la possibilità di impedire alle vetture dotate di un motore diesel di circolare per le strade delle città tedesche. Se il Partito socialdemocratico rinnovera' la GroKo con i conservatori di Angela Merkel (i risultati del referendum tra la base dei militanti saranno resi noti domenica 4 marzo) il tema potrebbe essere argomento di tensione dal primo giorno del quarto mandato della 'cancelliera'. Il tema è diventato scottante, nell'opinione pubblica, soprattutto da quando la più grande casa automobilistica del mondo, la Volkswagen, ha ammesso nel 2015 la manipolazione di 11 milioni di veicoli in tutto il mondo per ingannare i test anti Co2 richiesti dalla normativa europea.

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