Turchia, ergastolo per 6 giornalisti: "Sostegno a Gulen"

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Si temeva infatti la condanna all'ergastolo nei confronti della giornalista veterana Nazli Ilicak, dei fratelli Mehmet e Ahmet Altan, rispettivamente accademico e scrittore, e di altri tre imputati e la condanna è puntualmente arrivata, decretata da un tribunale di Istanbul. Si tratta dei fratelli Ahmet e Mehmet Altan e di Nazli Ilicak.

Tentato golpe in Turchia: condannato all'ergastolo lo scrittore Altan e altri cinque giornalisti accusati di aver tentato di "sovvertire l'ordine costituzionale". La notizia dei sei ergastoli arriva a distanza di poche ore da quella, al contrario molto lieta per l'intera libertà di stampa, secondo la quale al corrispondente di Die Welt, il turco-tedesco Deniz Yucel accusato di propaganda terroristica e istigazione al suicidio è stata concessa la libertà condizionata dopo un anno di carcere. Giornalisti e intellettuali erano accusati di far parte della rete golpista di Fetullah Gulen e di aver utilizzato la propria attività giornalistica per lanciare messaggi per conto dell'organizzazione di Gulen, miliardario e ideologo islamico ritenuto la mente del golpe.

La Corte del 26 ° Tribunale penale di Istanbul al termine della quinta udienza del processo che li vedeva imputati di aver tentato di "rovesciare l'ordine costituzionale attraverso l'uso della forza e della violenza" ha accolto la richiesta di carcere a vita per loro e altri i tre colleghi che nessun'altra 'colpa' hanno se non quella di aver fatto il proprio mestiere. Nell'immagine il giornalista ha tra le mani un mazzo di fiori. Il giornalista era stato incarcerato un anno fa con l'accusa di terrorismo, ma non era stato ancora formalizzato un rinvio a giudizio.

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La notizia, già riportata dai giornali locali, è stata confermata oggi con ulteriori particolari su quanto avvenuto. Deve rispondere di lesioni aggravate, violenza privata e minacce a pubblico ufficiale.

Tutti noi non possiamo che essere, preoccupati e delusi. E dopo appelli su appelli dello Stato tedesco con il sostegno della comunità internazionale, finalmente Ankara ha deciso di liberarlo. Anche il governo federale tedesco ha confermato il rilascio e la Germania tira un gigantesco sospiro di sollievo, appena appresa la notizia. La sua scarcerazione è stata ordinata dai giudici, ma al momento Yucel non risulta ancora liberato.

Il caso di Yucel aveva provocato forti tensioni tra Ankara e Berlino. Il presidente Recep Tayyip Erdogan lo aveva accusato pubblicamente di essere un "agente" tedesco.

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