Eni torna in utile con produzione record

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Il 2017 si è chiuso invece per Eni con un utile netto di 3,43 miliardi rispetto alla perdita di 1,46 miliardi del 2016 e con un Utile nel quarto trimestre di 2,10 miliardi. Gli ultimi tre mesi dell'anno si sono chiusi con un utile di 2,10 mld contro i 340 mln dello stesso periodo del 2016 e l'utile netto adjusted è più raddoppiato a 0,98 mld.

Nel dicembre 2017 il gruppo guidato dall'ad Claudio Descalzi (nella foto) ha raggiunto il record assoluto di produzione a 1,92 milioni di barili di olio equivalente al giorno.

L'utile operativo Ebit dovrebbe da parte sua attestarsi a 9,5 milioni di franchi dopo una perdita di 3,6 milioni l'anno precedente, ha comunicato oggi l'azienda con sede a Moutier (BE). Nel 2017 gli investimenti netti sono stati di 7,6 miliardi, in riduzione del 18% rispetto al 2016, mentre la copertura organica è del 130%. "La gas and power, per effetto dell'accelerazione registrata nel quarto trimestre (0,21 miliardi di utile operativo, +0,29 miliardi rispetto al quarto trimestre 2016) ha traguardato con un anno di anticipo l'obiettivo di un risultato strutturale positivo". Proposta dividendo 2017: 0,80 euro di cui 0,40 già pagati come acconto. Nel quarto trimestre sono stati conseguiti 1,89 milioni di barili al giorno, livello trimestrale più elevato degli ultimi sette anni (+1,9%) mentre la media annua a 1,82 milioni di barili al giorno (+3,2%) è stata la più elevata di sempre. Al netto dell'effetto prezzo nei contratti Psa e dei tagli Opec, la crescita sarebbe stata del 3,7% nel trimestre e del 5,3% nell'anno.

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L'ho esonerato a malincuore dopo un girone di andata che non era andato secondo le aspettative e secondo gli investimenti. Avevo preso un impegno con i tifosi, con i tanti bambini che adorano Andrea.

Per quanto riguarda le prospettive, Eni ha precisato che le prospettive del business e i principali target industriali e finanziari a medio termine saranno illustrati nella Strategy Presentation sul piano strategico 2018-2021 prevista il 16 marzo 2018.

Mediobanca vede un esercizio promettente: "Poiché - dice un report - prevediamo una ripresa del prezzo del greggio a circa 65 dollari al barile nel 2019, crediamo che questo possa avvantaggiare in modo sproporzionato Eni nel 2018, considerata la sua crescita nella produzione, la qualità del suo portafoglio e la maggiore esposizione nell'upstream rispetto alle altre major del greggio". "Il che vorrà dire che, se al contrario le condizioni di mercato fossero più favorevoli, saremo in condizione di generare un enorme extra-valore per i nostri azionisti", ha poi aggiunto Descalzi. "Nell'Upstream - prosegue il manager - abbiamo raggiunto il massimo storico della nostra produzione pur riducendo del 40% gli investimenti di sviluppo rispetto alla baseline 2014, continuato a registrare risultati esplorativi eccellenti e messo in produzione in tempi record i nostri progetti più rilevanti, con la punta di diamante di Zohr". Tutto ciò ha consentito di far crescere la generazione di cassa del 50%, a fronte di un aumento del Brent del 22%, di ridurre la nostra cash neutrality a 57 dollari/barile e di rinforzare ulteriormente la nostra struttura patrimoniale, anche grazie alle dismissioni realizzate nell'anno.

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