Un addio a Giuseppe Galasso, storico, politico, giornalista

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Fuori, in fila per entrare, c'erano più di trecento persone, una folla da rockstar per il "concerto" di uno storico, roba da non credere e Galasso ne rimase fortemente sorpreso: "Sono venuti tutti per me, chiese agli organizzatori, speriamo bene". Legittimavano tale unanime scelta la presenza del "Professore" ( e mai questo titolo è stato così pregnante e irrinunciabile) nella vita locale e nazionale, nonché la qualifica di ultimo docente in Italia di Storia medievale e moderna; il profilo di formazione culturale e l' ampiezza di interessi andavano tuttavia al di là delle etichettature disciplinari, come lo stesso Galasso ha sottolineato in alcuni ricordi e profili di se stesso.

È morto ieri, nella sua casa di Pozzuoli, lo storico partenopeo Giuseppe Galasso, tra i tanti cordogli pubblici, come il ricordo del Presidente Mattarella, una nota stampa del Centro Dorso di Avellino.

Una norma che entrò in vigore proprio grazie alla determinazione del suo ideatore che, resosi conto della distruzione in atto del paesaggio meridionale e soprattutto delle coste cilentane, oltre che della cementificazione selvaggia in corso caratterizzata da una centinaia di migliaia di abusi edilizi, in qualità di sottosegretario di Stato ai Beni culturali adottò un decreto di vincolo paesaggistico e divieto assoluto di edificazione in una fascia di 300 metri dalla riva del mare e dei laghi e di 150 metri da fiumi e torrenti, dei boschi, dell'alta montagna (oltre i 1.600 metri per le Alpi e 1.200 per gli Appennini), di tutti i beni collettivi gravati da uso civico.

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Molte le sue pubblicazioni, buona parte delle quali incentrate sul Mezzogiorno, Il Risorgimento e l'opera di Benedetto Croce. Alla sua cultura di storico e di studioso del pensiero politico ha saputo unire una ricca umanità e una incrollabile passione civile, che ha animato nel tempo il suo impegno e ha contribuito a rafforzarne l'autorevolezza. È stato deputato della Repubblica e sottosegretario del ministero dei Beni culturali dall'83 all'87 durante il governo Craxi. Quando nel 1975 gli diedero l'incarico di sindaco del capoluogo campano fu costretto a rinunciare perché impossibilitato a creare una giunta.

"La scomparsa di Giuseppe Galasso è una perdita per il paese intero". Ci ha consegnato frammenti preziosi della nostra storia regionale e la sua "Storia del Regno di Napoli" è un'organica raccolta frutto di anni di ricerche scientifiche sul campo per raccontare secoli di creatività, di lotte, di imprese ma anche una risposta ai dibattiti sugli interrogativi sempreverdi che riguardano il Sud.

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