Milano, Severino Antinori condannato a 7 anni per rapina di ovociti

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Tre le altre condanne: 5 anni e due mesi all'ex segretaria di Antinori, Bruna Balduzzi e all'anestesista Antonino Marcianò e 2 anni a Gianni Carabetta, un conoscente del ginecologo accusato di estorsione.

L'inchiesta, che aveva portato ai domiciliari il ginecologo, era partita due anni fa dopo la denuncia della giovane.

Con la sentenza i giudici hanno riconosciuto l'accusa principale del processo, escludendo solo un'aggravante, contestata dai pm Maura Ripamonti e Leonardo Lesti: quella di rapina aggravata degli ovociti, nella quale è stata assorbita l'accusa di sequestro di persona. Antinori è stato anche interdetto dall'esercizio della professione per cinque anni e sei mesi.

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Con il pagamento di una sanzione pecuniaria da 3.500 euro.

"Una sentenza oltremodo eccessiva che stravolge la verità dei fatti". Assolta invece Marilena Muzzolini, dipendente della clinica milanese. "Il medico oggi non è qui perché non sta bene, questa vicenda gli ha stravolto la vita". Tuttavia venne immobilizzata, sedata e poi costretta a subire l'intervento. Durante la sua deposizione in un'aula protetta, precisò inoltre che inizialmente accettò di donare i suoi ovuli in cambio di 7mila euro, ma di essersi infine rifiutata perché "vietato dalla religione musulmana". Fu allora che, sempre secondo la sua versione dei fatti, Antinori e la segretaria Bruna Balduzzi l'avrebbero "afferrata con la forza e portata in sala operatoria" dove le sarebbe stato "messo un braccialetto verde al polso" per poi procedere con l'anestesia. L'infermiera avrebbe provato fino alla fine a evitare il prelievo, al punto tale da aver urlato, ma non ricorda più nulla di quanto accaduto dopo la puntura dell'anestesista. Nei giorni scorsi però si è aperto un altro filone che vede Severino Antinori accusato di associazione per delinquere finalizzata al commercio illegale di ovociti destinati alla fecondazione eterologa.

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