Maelys, il sospettato confessa e fa ritrovare i resti della bimba

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L'uomo di 34 anni è stato preso in consegna dalla sua cella di Saint-Quentin-Fallavier, nel dipartimento dell'Isère, poco prima delle otto del 14 febbraio.

Agenpress - Maëlys de Araujo, 9 anni, era scomparsa dalla festa di matrimonio della cugina della madre nella notte tra sabato 26 e domenica 27 agosto. Si è appreso che le forze dell'ordine lo avrebbero condotto dapprima a Pont-de-Beauvoisin, dove lo scorso agosto si è tenuto il banchetto di nozze in cui è scomparsa Maelys, poi a casa sua, in Savoia, a Dommessin, e infine in un bosco nel comune di Saint-Franc, in Savoia, dove in queste ore sono in corso le ricerche che vedono coinvolti agenti e unità cinofile. Il sospetto ha chiesto di potersi esprimere in presenza del suo avvocato e dei giudici incaricati dell'inchiesta. Secondo quanto riportato dalla Bfm-Tv Lelandais avrebbe "confessato" di aver ucciso la piccola, auspicando il corpo della bimba venga ritrovato. Ha ammesso di essere responsabile per la tragica scomparsa di Maelys ma non ha precisato le circostanze del dramma. Nell'interrogatorio, Lelandais ha indicato di aver ucciso la bambina "involontariamente" e di essersi poi "sbarazzato del corpo". La piccola Maelys non è mai stata ritrovata, mentre di Arthur Noyer, il militare di 23 anni sparito, è stato ritrovato il cranio lo scorso settembre a Montmelian, a 15 chilometri da Chambery, al confine con l'Italia.

Ad accelerare l'inchiesta dopo sei mesi di stallo è stata una microtraccia di sangue rinvenuta nell'auto di Lelandais e che corrisponde a quello di Maëlys.

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Con una prova così schiacciante, l'uomo che aveva sempre negato tutto, ha invece cominciato a collaborare.

Il corpo della bambina, è stato seppellito in un luogo di montagna, nel massiccio della Chartreuse.

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