Il mais Ogm non fa male alla salute

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La notizie emerge da uno studio ventennale condotto da Scuola Superiore Sant'Anna e Università di Pisa. Perché 21 anni? Perché tanti ne sono passati dal 1996, anno di inizio della coltivazione del mais transgenico, al 2016, anno in cui s'è concluso il lavoro.

Il mais "ogm" (geneticamente modificato) non è rischioso per la salute umana, animale e ambientale. Lo dicono i ricercatori dell'Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant'Anna e dell'Università di Pisa che hanno pubblicato su Scientific Reports il primo studio condotto con criteri meta-analitici su parametri agronomici, ambientali e tossicologici dopo 21 anni di coltivazione mondiale OGM. Allo studio hanno collaborato anche Elisa Pellegrino, Stefano Bedini e Marco Nuti. Tutti gli autori rilevano che "lo studio ha riguardato esclusivamente l'elaborazione rigorosa dei dati scientifici e non l'interpretazione 'politica' dei medesimi" e ritengono che i dati appena pubblicati permettono di "trarre conclusioni univoche, aiutando ad aumentare la fiducia del pubblico nei confronti del cibo prodotto con piante geneticamente modificate".

Terrore per Kate Upton travolta da un'onda anomala durante un servizio fotografico
Kate Upton era già in posa quando un'onda anomala l'ha travolta facendola cadere in acqua. La gonna mi ha trascinata giù ed erano tutti molto spaventati.

In particolare, la produzione del mais ogm è risultata aumentata di una percentuale che variava dal 5,6 al 24,5%, mentre la concentrazione di micotossine è risultata più bassa del 28.8% e le fumonisine sono diminuite del 30.6%.

Ad ogni modo, il 69% degli italiani considera gli alimenti geneticamente modificati meno salutari di quelli tradizionali (sono dati Coldiretti, non proprio nota per la precisione dei sondaggi). Per molti, si tratta di prodotti che danneggiano la salute umana e quella degli animali che vengono nutriti con tali prodotti, creando una catena mortale. Mentre continua il dibattito scientifico, commenta la Coldiretti, i pareri dei cittadini restano fortemente diffidenti agli organismi geneticamente modificati nel piatto, sia in Italia che in Europa. "Voglio seminare questo prodotto - ha aggiunto - perché voglio mangiare sano e in maniera economicamente compatibile, altro che biologico, che rappresenta una colossale montatura pubblicitaria a scopo promozionale ed è pieno di tossine". Lo dimostra il fatto che sono rimasti solo due Paesi, Spagna e Portogallo, a seminare Ogm nel Vecchio Continente, dove si registra un ulteriore calo del 4,3% in un anno della superficie coltivata, secondo l'analisi della Fondazione francese Inf'Ogm. Anche Repubblica Ceca e Slovacchia, continua Coldiretti, hanno abbandonato la coltivazione e si sono aggiunte alla lunga lista di Paesi 'Ogm free´ dell'Unione Europea. Gli Ogm attualmente sviluppati, autorizzati e commercializzati sono piante, (mais, soia, colza e cotone), modificate geneticamente per conferire loro caratteristiche che non hanno, come la resistenza a certi insetti o la tolleranza ad alcuni erbicidi.

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