False fatturazioni ed altri reati contro la pubblica amministrazione: 18 arresti

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Pierpaolo Bortone, 18 arresti e sequestrando beni per oltre 15 milioni di euro, nei confronti di un'organizzazione criminale, operante su scala internazionale, dedita alla commissione di una serie indeterminata di reati tributari e di reati contro la pubblica amministrazione.

L'inchiesta è nata da alcune verifiche fiscali della Guardia di Finanza su delle cooperative di facchinaggio di Aprilia. Due ordinanze di custodia non sono ancora state eseguite. "Ogni società - spiega il colonnello Michele Bosco, comandante provinciale della Guardia di Finanza - nasceva sapendo di dover passare il testimone a quella successiva".

A fuoco un garage in via Frescobaldi
Possibile che il rogo sia stato doloso, motivo per il quale sono stati effettuati degli accertamenti sulla causa delle fiamme. A causare l'incendio sarebbe stata, secondo i pompieri, una stufa malfunzionante e nelle disponibilità del malcapitato.

Nei giorni precedenti, Guardia di Finanza e Polizia hanno anche dato esecuzione al decreto di sequestro preventivo emesso dalla stessa D.D.A. di Milano, per un importo di 32,3 milioni di euro, a carico di 91 società di autotrasporti, la cui contabilità era detenuta dal commercialista foggiano Ruggiero Massimo Curci (ex vice Presidente del Foggia Calcio, attualmente agli arresti domiciliari) ritenuto responsabile del reato di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici.

Dalle indagini sono, inoltre emerse responsabilità penali a carico di una consulente fiscale con studio in provincia di Bergamo, F.G., la quale ha gestito 2 società cooperative di lavoro bergamasche, destinatarie - per un importo di oltre 2,7 milioni di euro nel periodo 2015/2017 - delle false fatturazioni emesse dalle società riconducibili ad Angelino Pasquale. Sono stati così arrestati sei commercialisti che mettevano a disposizione le loro competenze professionali per contabilizzare i soldi provenienti dalle false fatture e per la certificazione dei crediti IVA provenienti dalle operazioni inesistenti. "La nuova cooperativa si gonfiava quindi di fatture false consentendo di creare fondi neri che venivano a loro volta trasferiti all'estero". I costi venivano poi bilanciati con ricavi derivanti dall'emissione di false fatture, per milioni di euro frodati all'erario. Il sistema criminale era decisamente oliato e protetto: i malviventi infatti per agire con più libertà e tranquillità si servivano di pubblici ufficiali corrotti.

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