Prosegue il blocco turco alla "Saipem 12000"

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L' Ankara e il pseudostato sono interessati al gas di Cipro non solo perché il settore energetico turco è sotto il controllo totale di Tayyep Recep Erdogan e suo genero, attualmente ministro dell'energia, Berat Albayrak ma anche perché con una possibile appropriazione del gas naturale di Cipro si spera ad un'indipendenza energetica del lato nord dell' isola visto che fino ad oggi tale parte è alimentata energicamente dall'Ankara.

La Farnesina è a lavoro per risolvere la vicenda visto che la nave risulta ancora ferma all'incirca di 50 km sud-est dell'isola nella zona di Cape Greco. Con le recenti scoperte di idrocarburi fatte nelle acque del Mare Nostrum, Zohr in Egitto, Afrodite e Calipso al largo delle coste cipriote, si apre la possibilità di potenziare quel corridoio Sud rimasto orfano del South Stream che per l'Italia avrebbe un elevato valore strategico e che andrebbe a controbilanciare la posizione di forza della Germania che con la (possibile) realizzazione di Nord Stream 2 (al momento invischiata nelle consuete controversie tra Commissione Europea, Gazprom, Polonia e Germania) acquisirebbe una consistente posizione di vantaggio diventando il primo punto di approdo del gas russo in Europa con l'Italia che sarebbe costrette ad acquistare il gas russo a un prezzo maggiorato dai costi di trasporto. Con questa motivazione, il passaggio da quella zona è stato vietato anche ad alcuni mercantili. "Noi aspettiamo. Chiaramente non possiamo aspettare per sempre", si limita a dire Descalzi. Perché lo scontro va ben oltre la questione commerciale e rischia di trasformarsi in una crisi diplomatica.

Grasso: 'Tetto stipendi a Consiglio Senato'
Così il leader di LeU, Pietro Grasso , in conferenza stampa a Palazzo dei Normanni. "È vero che con la cultura si mangia ma ci vuole un piano perché l'acqua non manchi".

La condanna di Atene, le pressioni Ue. "La Turchia deve evitare ogni frizione - o anche azioni dirette contro uno stato membro dell'Ue - che possa danneggiare le buone relazioni di vicinato", ha dichiarato un portavoce, aggiungendo: "Allo stesso tempo la Commissione sottolinea la necessità di rispettare la sovranità territoriale, marittima e aerea degli stati membri". Ma il gasdotto, per il quale si prevede un costo complessivo superiore ai 6 miliardi di euro, aggirerebbe di fatto la terraferma della Turchia, compromettendo le sue aspirazioni energetiche e rendendo plausibile un sistematico inasprimento delle tensioni tra Ankara e gli attori coinvolti nel progetto. Mai si era arrivati a un blocco navale di questo tipo, in un'area pur soggetta a continue tensioni.

La diplomazia ai suoi più alti livelli, cioè dei ministri degli Esteri, si muove per trovare una soluzione al clamoroso blitz delle navi da guerra turche, che da sabato scorso bloccano in acque cipriote la nave Saipem 12000 noleggiata da Eni.

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