Dj Fabo, giudici non decidono per Cappato: sollevata legittimità costituzionale del reato

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Marco Cappato accompagnò materialmente dj Fabo, guidando lui stesso l'automobile che il 27 febbraio 2017 portò il giovane in Svizzera per il suo ultimo viaggio, insieme alla fidanzata, Valeria Imbrogno, e alla madre Carmen Carollo.

Ricordando che l'esponente radicale "non ha in alcun modo rafforzato il proposito suicidiario di Fabo ma lo ha solo rispettato" e che "anzi lo ha addirittura ritardato cercando di coinvolgerlo nella sua lotta politica per tentare di dargli una nuova prospettiva di vita", la pm ne chiese l'assoluzione, chiedendo in un secondo tempo di rinviare alla Consulta per un controllo di legittimità costituzionale.

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Tuttavia Federico Bernardeschi ha glissato sulla vicenda, con le seguenti dichiarazioni nel post-partita: "Niente, parlavamo della partita con Buffon ".

Ora toccherà alla Corte Costituzionale esprimersi, per arrivare alla decisione finale su una vicenda che non smette di far discutere e dividere. È atteso oggi il verdetto del processo a carico di Marco Cappato, finito sul banco degli imputati per aver fornito un "aiuto concreto" a Fabiano Antoniani, conosciuto come dj Fabo. La corte d'assise di Milano ha deciso di trasmettere gli atti alla Corte Costituzionale affinché valuti la legittimità costituzionale del reato di "aiuto al suicidio". I pm nella requisitoria dello scorso 17 gennaio hanno evidenziato come Cappato non abbia "avuto alcun ruolo nella fase esecutiva del suicidio assistito di Fabiano e non ha nemmeno rafforzato la sua volontà di morire". "Piuttosto che essere assolto per un aiuto giudicato irrilevante, mentre è stato determinante", aveva detto Cappato nelle dichiarazioni ai termine delle udienze, "preferirei essere condannato". "La Corte può condannarlo - prosegue - rischia dai 5 ai 12 anni di carcere". Altro sarebbe essere assolto per incostituzionalità del reato. La sua difesa ha chiesto l'assoluzione "perché il fatto non costituisce reato" anche perché rappresenterebbe, come spiega l'Associazione Luca Coscioni, "una sentenza storica, che andrebbe a creare un precedente giurisprudenziale perché aprirebbe la strada all'assistenza medica a una morte volontaria senza sofferenze anche nel nostro Paese, senza bisogno di dover andare in Svizzera". La Corte d'Assise di Milano potrà: emettere sentenza di condannaperchè la Corte riterrà la condotta di Marco Cappato rientrante nell'art. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità.

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