Il sindacato lancia l'allarme: 45 mila medici in pensione entro il 2023

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Una "emorragia" che, in dieci anni ovvero al 2028, coinvolgerà 80.676 camici bianchi. Lo afferma il segretario nazionale della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg), Silvestro Scotti.

"Per poter continuare a garantire ai cittadini italiani il diritto di essere curati tutti nello stesso modo devono essere garantiti investimenti economici sul numero e sulla qualità della formazione dei medici di medicina generale, sul personale sanitario e amministrativo nei nostri studi, sulle tecnologie - sottolinea Scotti in un lungo e articolato intervento sul sito della Fimmg -".

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Nei prossimi cinque anni 45mila medici di famiglia lasceranno il Servizio sanitario nazionale. Un vero e proprio esodo, che rischia di lasciare milioni di persone senza assistenza medica (la Fimmg calcola 14 milioni di persone entro il 2023). Il dato grave, rilevano le organizzazioni sindacali, è anche un altro: le uscite stimate per effetto dei pensionamenti non saranno comunque bilanciate dalle presumibili nuove assunzioni. I pensionamenti dei medici di famiglia, "nei prossimi cinque-otto anni priveranno 14 milioni di cittadini di questa figura professionale". "Appare quasi ridicolo assistere al fatto che nessuna forza politica che aspira a governare il Paese proponga e si impegni sul tema dell'assistenza territoriale, della cronicità e della non autosufficienza in un Paese che, per caratteristiche demografiche, avrà soprattutto bisogno di un'assistenza medica domiciliare, residenziale e di prossimità". I medici "mancheranno - conclude - perché saranno scappati all'estero, mentre per l'Italia si spalancheranno le porte del discount dei Balcani, ove i medici locali aspettano con ansia di trasferirsi nel nostro Paese in cerca di redditi maggiori".

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