Corruzione : Indagato assessore regione Puglia e candidato Pd Filippo Caracciolo

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Si è dimesso Filippo Caracciolo. Tale decisione è motivata esclusivamente dall'intento di tutelare l'amministrazione regionale e di consentire una serena prosecuzione delle indagini.

L'inchiesta - L'indagine dei magistrati baresi è relativa ad una gara d'appalto, dal valore di 5,8 milioni di euro, per la costruzione della nuova sede della scuola media "Giovanni XXIII" nel comune di Corato. Emiliano ha deciso di assegnare le deleghe (Qualità dell'ambiente-ciclo rifiuti e bonifiche, rischio industriale, ecologia, vigilanza ambientale) all'assessore al Bilancio, Raffaele Piemontese.

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Guai in vista per l'assessore regionale pugliese all'Ambiente, Filippo Caracciolo, candidato del Pd alla Camera in un collegio uninominale e indagato per corruzione e turbativa d'asta nell'ambito di una indagine della Procura di Bari.

Sulla questione è intervenuto anche il presidente Emiliano, che ha applaudito alla scelta di Caracciolo di dimettersi, come gesto di tutela per le istituzioni che rappresenta. "Aggiungo la mia personale fiducia sul fatto che Caracciolo chiarirà completamente ogni dubbio sollevato dall'Autorità giudiziaria sulla sua condotta". Caracciolo è indagato dalla Guardia di Finanza - che ha provveduto a perquisizioni nell'ufficio e nella casa dell'ormai ex assessore - avviene all'interno dell'inchiesa "Arca Puglia" che lo scorso 5 dicembre ha visto l'arresto dell'imprenditore Massimo Manchisi, "titolare dell'impresa che sarebbe stata favorita dall'intervento di Caracciolo", spiega Repubblica Bari. "Per questo Caracciolo, esponente del Pd, candidato alle prossime Politiche alla Camera nel collegio un nominale di Andria, è stato iscritto nel registro degli indagati per le ipotesi di corruzione e turbativa d'asta insieme a Lupelli, ai fratelli Manchisi (.) ed al presidente della commissione di gara" scrive il giornalista Massimiliano Scagliarini. Stando alle indagini delle Fiamme Gialle, coordinate dal pm Savina Toscani, gli imprenditori avrebbero corrotto l'allora dg con denaro, buoni benzina e altre utilità in cambio di pratiche favorevoli.

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