Tonfo a Wall Street, il Dow Jones scende del 4,62%

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Un flash crash, un tracollo repentino, si è abbattuto ieri sui mercati con il Dow Jones che ha chiuso in calo del 4,6% dopo aver ceduto nel giro di pochissimi minuti oltre mille punti per poi, sempre in brevissimo tempo, recuperare oltre la metà delle perdite. Secondo alcuni analisti si tratta di una 'reazione a catena'.

L'annuncio di un aumento significativo delle retribuzioni negli Stati Uniti, nello scorso mese di gennaio, ha infatti ravvivato i timori dell'inflazione e la possibilità che la banca centrale america, la Fed, possa alzare i tassi più velocemente del previsto. In particolare, il tasso di finanziamento decennale salito fino al 2,88%, livello più alto dal 2014. Anche se il cosiddetto 'fat finger' è stato escluso, gli investitori hanno deciso di alleggerire notevolmente la loro esposizione all'azionario mentre i Treasury, reduci da cinque settimane di fila in calo, venivano riscoperti come un bene rifugio. Un nervosismo globale che si abbatte innanzitutto sulle borse orientali: Tokyo cede il 4,97%, Hong Kong il 4,1%, Shanghai il 3,35%, Shenzhen il 4,4%, Seul l'1,27%. L'economia va quindi, dicono gli esperti, incontro a una fase di surriscaldamento: questo anche per via della riforma fiscale targata Trump, che taglia le aliquote alle imprese e promette una nuova spinta all'economia Made in Usa. Il più colpito è stato Warren Buffett, il finanziere e filantropo 87enne soprannominato l'oracolo di Omaha, che ha perso 5,1 miliardi.

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Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano.

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