Sono Tornato al Cinema : Luca Miniero e Frank Matano raccontano il film

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All'apparenza. Il suo ritorno viene casualmente filmato da Andrea Canaletti, un giovane documentarista con grandi aspirazioni ma pochi, pochissimi successi.

Un lavoro che soprattutto in un periodo di campagna elettorale come questo è più che mai attuale: "Paradossalmente tutti i partiti, di destra e di sinistra, utilizzano il populismo come arma di distrazione di massa". Le visualizzazioni dei filmati sono milioni, lo show è un successo con uno share alle stelle. Lo è caratterialmente, per (cattiva) educazione, per inerzia. Una tragicommedia da servire ad un pubblico mainstream che potrebbe non avere gli strumenti adatti per decodificarla, limitandosi a ridere e ad inneggiare il resuscitato Mussolini di Miniero senza provare alcun tipo di inquietudine.

Di fatto, la scelta è quella di prescindere da un fascismo storico e di trasfigurarlo in un fascismo immaginato, una sorta di autoritarismo bonario.

Come per magia, cade dal cielo nei pressi della Porta Alchemica di Piazza Vittorio, a Roma, e si ritrova ai giorni nostri, nel pieno di una metropoli multiculturale ("si vede che gli abissini hanno avuto la meglio", pensa tra sé e sé) e nel pieno di una confusione sociopolitica che, ovviamente, decide di affrontare. "Il suo vero superpotere era il consenso popolare: se Hitler puntava ideologicamente sulla razza superiore, Mussolini ha sfruttato l'ondata dell'antipolitica, con argomentazioni molto più popolari, tese ad esaltare l'italianità". Dopo 80 anni dalla sua scomparsa Benito Mussolini (interpretato da Massimo Popolizio) è di nuovo tra noi. Tanti applausi e risate. Lo sprona a comportarsi da maschio e non da rammollito e così Canaletti riesce a rimorchiare una sua collega.

Facebook, cala l'utilizzo del social network
Negli Stati Uniti, Facebook ha guadagnato un ricavo medio per utente di 26,76 dollari rispetto alla media globale di 6,18 dollari. Ma, come ha spiegato lo stesso Zuckerberg, questo accade a causa della decisione del social di mostrare meno video virali.

Sono interessanti le parti girate dal vero, come le reazioni dei passanti alla vista del duce in divisa o le interviste fatte alla gente della strada, italiani sempre pericolosamente tentati da qualcosa che li giustifichi nello scegliere la libertà per sé negandola agli altri. Il racconto della politica e la sua documentazione e radiografia si traducono così nella più inevitabile e gelida delle rese: più che chiedersi se il passato possa tornare, dunque, bisognerebbe domandarsi se ne è mai davvero andato. Il regista ha un precedente molto fortunato con la riproposizione in chiave italiana di film esteri, come testimonia il più che meritevole Benvenuti al sud del 2010 remake della pellicola francese Giù al nord.

Sono tornato è uno schiaffo alle nostre facce da culo. Le leggi razziali o la tragica avventura imperialista o l'alleanza con Hitler sono l'esito di un progetto che vuole eliminare la democrazia liberale con la violenza. Massimo Popolizio nel ruolo del duce.

Il fascismo era un'ideologia che alla democrazia liberale non voleva sostituire un cesarismo ma - come accadde - un regime che inquadrasse tutta la società in senso militare e gerarchico.

Prodotto da Indiana Production e Vision Distribution, il film uscirà nelle sale l'1 febbraio 2018, distribuito da Vision Distribution.

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