L'America pubblica la "Putin List" e Mosca reagisce: "Ci considerate nemici"

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Nelle sue osservazioni, il Presidente russo ha definito la relazione statunitense sul Cremlino, che elenca i funzionari e miliardari russi che si crede abbiano stretti legami con Putin, come un atto ostile.

Sanzioni stabilite per la crisi ucraina, le interferenze elettorali e la violazione dei diritti umani e che hanno senz'altro svolto un ruolo di destabilizzazione, specie nell'ultimissimo frangente nel quale si richiedeva al Tesoro il cosiddetto "Kremlin report", una lista nera di una cinquantina di persone connesse in modo sostanziale con il governo di Vladimir Putin.

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Nell'elenco non solo imprenditori, ma anche e soprattutto politici.

Non si è fatta attendere la risposta dal Cremlino. Peskov, inoltre, ha precisato che lo stesso Putin deve ancora valutare quanto contenuto nel Rapporto sul Cremlino che è stato stilato da parte dell'amministrazione americana. Tra questi vi sono nomi illustri, come Roman Abramovich, noto miliardario russo, il fondatore del colosso industriale Oleg Deripaska e l'uomo d'affari Vladimir Potanin. La redazione della cosiddetta 'Putin-list' era prevista dalla legge approvata dal Congresso per varare nuove sanzioni per le interferenze della Russia sulle elezioni del 2016. Fra questi ultimi ci sono oltre a Medvedev: il ministro della Difesa Sergey Shoygu, il ministro dello Sviluppo economico Maksim Oreshkin il ministro dell'Energia Aleksandr Novak e quello dello Sport Pavel Kolobkov. L'elenco include gli amministratori delegati di Gazprom e Rosneft, rispettivamente Aleksey Miller e Igor Sechin. "Da quando è entrata in vigore, stimiamo che i governi esteri hanno abbandonato i previsti acquisti o gli annunci di acquisti di miliardi di dollari" di apparecchiature di difesa della Russia, ha fatto sapere la portavoce del Dipartimento di Stato, Heather Nauert.

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