Le multe stradali arriveranno via PEC

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Multe via PEC: pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero dell'Interno contenente tutte le informazioni sulla notifica delle multe in modalità telematica attraverso la posta elettronica certificata.

A distanza di otto anni, dunque, le multe inizieranno ad arrivarci sulla Pec, come "atto notificato e conoscibile" al destinatario che non potrà dire di non aver ricevuto niente.

Il decreto descrive, intanto, una situazione tipo.

Lo stesso è possibile quando la contestazione non è stata possibile al momento dell'accertamento dell'illecito, come ad esempio quando la multa viene posta dalla Polizia Locale sull'automobile parcheggiata senza rispettare le norme di riferimento indicate dal Codice della Strada. Nel caso di impossibilità di invio tramite PEC per assenza di recapito digitale, per colpa del destinatario o se questa risultasse scaduta, l'amministrazione utilizzerà il metodo postale, quello adoperato sino a oggi, aggiungendone i relativi costi di notifica alla sanzione. La mail che la Polizia ci invia avrà, come oggetto, la frase: "Atto amministrativo relativo ad una sanzione amministrativa prevista dal Codice della Strada" e dovrà avere il nome esatto e l'indirizzo dell'ufficio che ci scrive, - il nome del funzionario pubblico responsabile "del procedimento di notificazione", l'indirizzo e il telefono dell'ufficio dove è possibile accedere al fascicolo che ci riguarda, l'elenco pubblico da cui il nostro indirizzo Pec viene ricavato, una "copia per immagine" o una "copia informatica" del verbale di contestazione e ogni informazione utile perché l'automobilista possa esercitare la sua difesa.

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Nel caso l'infrazione venga contestata direttamente sul posto, le Forze di Polizia potranno chiederci se disponiamo di un indirizzo valido di Posta Elettronica Certificata. Per il notificante, cioè per la polizia, la notifica si compie nel momento in cui il sistema genera la ricevuta di accettazione della Pec.

Se non guardiamo la Pec e i suoi messaggi, pazienza: la multa si intende comunque consegnata, notificata. Occorre a questo punto vedere se e quanto la pubblica amministrazione coglierà l'opportunità: in caso di invio della multa via PEC in modalità scorretta, un ricorso dell'automobilista al Giudice di Pace o al Prefetto la renderanno nulla.

Questa procedura costituisce "piena prova dell'avvenuta notificazione". A distanza di qualche anno dall'entrata in vigore del d.l. n. 69/2013 viene finalmente data attuazione alla specifica indicazione per cui "entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, le procedure per la notificazione dei verbali di accertamento delle violazioni del codice della strada, di cui al d.l. del 30 aprile 1992, n. 295, tramite posta elettronica certificata nei confronti dei soggetti abilitati all'utilizzo della posta medesima, escludendo l'addebito delle spese di notificazione a carico di questi ultimi".

Chi non è mai incappato in una multa?

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