Chi è Liliana Segre, nominata senatrice a vita da Sergio Mattarella

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"Una decisione preziosa a 80 anni dalle leggi razziali" - con questo commento su Twitter, Paolo Gentiloni saluta la nomina di Liliana Segre a senatrice a vita, firmata oggi dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Mi sembrava il giusto finale, ma fu un attimo, un attimo che trasformò la me stessa di allora nella donna che sono stata dopo. E' Presidente del Comitato per le "Pietre d'inciampo" - Milano, che raccoglie tutte le associazioni legate alla memoria della Resistenza, delle deportazioni e dell'antifascismo. E' una degli ultimi testimoni diretti della grande notte oscura che ha vissuto il mondo tra gli anni '30 e '40 del Novecento. Il 7 dicembre 1943, unitamente al padre e a due cugini, cercò invano, con l'aiuto di alcuni contrabbandieri, di riparare in Svizzera. Quando la guerra era ormai all'epilogo affrontò una lunga marcia di trasferimento con altri prigionieri finché venne liberata dalle truppe alleate il primo maggio del 1945 a Malchow, nei pressi del campo di sterminio di Ravensbruck. Mattarella ha informato telefonicamente la neo senatrice della nomina.

Gentiloni: da senatrice indicherà valore memoria "La vita di Liliana Segre è testimonianza di libertà". La presidente Ucei, Noemi Di Segni, confessa: "A nome di tutte le comunità ebraiche italiane esprimo la nostra commozione per la decisione del presidente Mattarella, che risponde esattamente alla profonda esigenza di assicurare che l'istituzione chiamata a legiferare abbia a memoria quanto avvenuto nel passato e sappia, in ogni atto, associare al formalismo della legge anche l'intrinseca giustizia e rispondenza di fondamentali principi etici, in un contesto sempre più preoccupante nel quale l'oblio rischia di divenire legge oltre che fenomeno sociale". Raggiunto il campo di concentramento di Birkenau-Auschwitz, è internata nella sezione femminile. Anche i suoi nonni paterni, arrestati a Inverigo (CO) il 18 maggio 1944, furono deportati ad Auschwitz, dove furono uccisi il giorno stesso del loro arrivo, il 30 giugno dello stesso anno. Alla selezione, le viene imposto e tatuato sull'avambraccio il numero di matricola 75190.

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Febbre per Hamsik , a rischio per il match con l'Atalanta . "Si gioca a calcio per i tifosi e ci apprezzano è il massimo". Nell'ultimo anno, ci ha battuto due volte e fatto abbandonare la Coppa Italia all'inizio di quest'anno.

Separata dal padre, fu mandata a lavorare presso la fabbrica di munizioni Union, di proprietà della Siemens. Dei 776 bambini italiani deportati ad Auschwitz, è tra i soli 25 sopravvissuti.

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