Pensioni, 70 euro in più in un anno

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Sempre secondo l'Istituto di Previdenza, a percepire le pensioni più alte sono i dipendenti con 1.293 euro, davanti agli artigiani con 1.009 euro mensili. La cifra scende in picchiata per i parasubordinati la cui pensione media e solamente di 221 euro. Sono diminuite le pensioni di invalidità e ai superstiti liquidate nell'anno. Complessivamente nel 2017 sono calate di 39,3%. La classe fino a 500 euro conta 40mila nuove pensioni (erano 47mila nel 2016) e quella tra 500 e mille euro ne conta 107mila (da 110mila). Nel suo monitoraggio sui flussi di pensionamento, l'Inps rileva che nel 2017 i nuovi assegni liquidati sono stati 43.249 con una crescita del 17,7% rispetto ai 36.740 erogati nel 2016. Questo tipo di trattamento può essere richiesto da cittadini italiani o stranieri con permesso di lungo soggiorno residenti in Italia senza reddito o con un reddito inferiore ai 5.824,91 euro l'anno.

In aumento quelle di vecchiaia, pari a 155.592 rispetto alle 125.436 del 2016 (+24% ) mentre quelle anzianità/anticipate sono ammontate a 140.193 rispetto alle 120.371 dell'anno precedente (+16,4%).

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Uscire da queste logiche dovrebbe essere uno dei primi compiti dei futuri governi nazionale e regionale. Intanto sabato prossimo, 20 gennaio, ad Ascoli arriverà il candidato premier del M5S, Luigi Di Maio .

Pensione di anzianità. Fino al 31 dicembre 2011 coloro che avevano diritto alla pensione di anzianità dovevano raggiungere "una quota data dalla somma tra l'età anagrafica minima richiesta e almeno 35 anni di contributi" specifica l'Inps. I nuovi assegni erogati l'anno scorso in media erano pari a 1.039 euro.

Dall'1 gennaio 2018 l'importo delle pensioni sale dell'1,1% grazie allo sblocco della perequazione automatica, ossia la rivalutazione degli assegni di pensione assegnati dagli enti previdenziali (sono escluse dalla rivalutazione le pensioni superiori ai 3.012 euro lordi). L'innalzamento è stato escluso per: insegnanti di asilo nido e scuola materna, infermieri e ostetriche con lavoro organizzato in turni, macchinisti, conduttori di gru, camion e mezzi pesanti, operai dell'industria estrattiva, dell'edilizia e della manutenzione degli edifici, facchini, badanti che assistono persone non autosufficienti, addetti alle pulizie, operatori ecologici e conciatori di pelli, braccianti, marittimi, pesatori e siderurgici. Si tratta, quindi, di una prestazione assistenziale riconosciuta a coloro che hanno diritto alla pensione per requisiti anagrafici ma non hanno versato i contributi necessari alla maturazione della pensione di vecchiaia. Nel 2027 invece, lo stop riguarderà 20.900 lavoratori per 166,2 milioni di euro.

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