Fca, Marchionne: "Non abbiamo nessuna intenzione di dare nulla ai cinesi"

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"Non ho bisogno di nessuno e di tutti". Dal Salone di DetroitSergio Marchionne, che lascerà la carica di ad nel 2019, manda un messaggio chiaro al mercato: i tempi in cui FCA cercava un partner sono finiti. Il top manager ha confermato i target finanziari per il 2017 e 2018 in vista della presentazione del nuovo piano industriale quinquennale, che avverà il prossimo primo giugno. "L'ad di Fca ha ricordato che l'industria automobilistica è sempre stata dura - Chrysler e Gm hanno entrambi fatto bancarotta durante la crisi finanziaria - ma in passato gli errori erano autoindotti, ora, invece, il tumulto è guidato da forze esterne, e sta arrivando più velocemente di quanto la gente si aspetti". Secondo Marchionne è "un lavoro incompiuto", dopo Giulia e Stelvio "c'è bisogno di altri prodotti" e la precedenza l'avranno i SUV. Considerazioni anche sul futuro produttivo italiano: "Dobbiamo completare la ristrutturazione del sistema delle fabbriche italiane: l'impegno è finire questo ciclo di sviluppo di Alfa e Maserati, che non possiamo lasciare così incompiute: considero Alfa Romeo ancora un lavoro incompiuto perché due modelli, per quanto di successo, non bastano ancora".

Cautela sulle autonome. Il numero uno di FCA ha ribadito il suo scetticismo sulla guida autonoma.

Treni regionali marchigiani: supera il 92% il dato relativo alla puntualità reale
Il trend continua a essere positivo: la puntualità reale aumenta di 4,2 punti percentuali rispetto al 2014 e di 0,8 rispetto al 2015.

"Il marchio Fiat è quello che è. Così saremo tutti contenti".

Si tratta senza ombra di dubbio di una forte presa di posizione di Marchionne ma che ha radici forti, frutto di una profonda riorganizzazione di tutti i brand del Gruppo FCA iniziata sotto la sua guida ben 14 anni fa. Vabbé che siamo ottimisti, ma pensiamo a vincere il Mondiale e a fare una barca di soldi.

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