Cinquantesimo anniversario del devastante terremoto del Belìce

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Cinquant'anni fa il Belice subì una ferita profonda che ancora oggi non si è completamente rimarginata. In particolare al comandante regionale dei vigili del fuoco sarà consegnata la targa in memoria dei quattro vigili del fuoco Giuliano Carturan, Savio Semprini, Alessio Mauceri e Giovanni Nuccio. Il Comandante della Legione Carabinieri Sicilia invece ha ritirato la targa alla memoria dell'appuntato Nicolò Cannella, dalle mani di Antonella Stassi, la prima bambina nata a Partanna dopo il terremoto, che le sorelle maggiori aiutarono a venire al mondo e lavarono con la stessa acqua dove la madre aveva cotto poco prima le uova della cena. A consegnarlA è stato il superstite Franco Santangelo, all'epoca del terremoto bambino, che fu estratto dalle macerie proprio dai vigili del fuoco. Mezzo secolo dopo, un modo per non dimenticare e guardare avanti. "Il vincolo di tutela è un segnale forte nell'attesa che si possano definire specifici progetti di promozione in un percorso che comprende il grande "Cretto" di Alberto Burri".

Intanto il Belice commemora oggi con Sergio Mattarella e i sindaci del cratere il terribile terremoto che lo colpì cinquant'anni fa e causò 400 vittime tra cui 10 soccorritori, 1.000 feriti e 90.000 sfollati. Questa affermazione non è soltanto un messaggio di rassicurazione ma manifesta orgoglio protagonista, determinazione per lo sviluppo della vita di queste comunità, convinzione di poter superare, con il necessario sostegno della comunità nazionale, le difficoltà che rimangono nel presente.

Un monito a completare la ricostruzione è venuto dal presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, una ricostruzione "iniziata tardi e male" che certifica "un parziale fallimento" dello Stato. I ritardi sono in parte dovuti a quella che Danilo Dolci definì la "burocrazia che uccide il futuro" ma soprattutto alla discutibile gestione dei piani di ricostruzione. "Questa zona ha sollecitato l'intero Paese, per più aspetti a rinnovarsi - ha aggiunto -". Mattarella è stato accolto dall'inno nazionale. Il capo dello Stato si è soffermato con la gente, ha stretto mani, ricambiato i saluti e ascoltato le persone che sono riuscite ad avvicinarlo.

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L'assessore lo ha anticipato stamane al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenuto a Partanna alle celebrazioni per l'anniversario del sisma del 1968. "Io la guardo sempre in televisione e vedo che lei è sempre più bello, come la nostra Sicilia". "Siamo all'anno zero. Sarà una priorità del mio assessorato". La scossa colpì alle 3.15 del mattino del 15 gennaio con un epicentro tra i comuni ci Gibellina, Salaparuta e Poggioreale rendendo tristemente famosi quei luoghi che fino ad allora, gli italiani del miracolo economico degli anni 60, non avevano mai sentito nominare.

Ad ascoltare l'intervento del capo dello Stato, tra gli altri, il ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti, il sottosegretario alla Salute, Davide Faraone, gli assessori regionali Roberto Lagalla (Formazione) e Vittorio Sgarbi (Beni culturali), il senatore di Forza Italia, Renato Schifani, il capogruppo del Pd all'Ars, Giuseppe Lupo, il presidente di AnciSicilia e sindaco di Palermo, Leoluca Orlando.

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