La petroliera Sanchi è affondata

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Ora si temono conseguenze in termini di danno ambientale, anche se le Autorità cinesi minimizzano l'episodio, affermando che in mare "non c'è una grossa chiazza".

La petroliera iraniana Sanchi che il 6 gennaio scorso era entrata in collisione con un mercantile nel Mar della Cina, a circa 300 km a est della città di Shanghai, è affondata, preceduta da una seconda, forte esplosione. L'imbarcazione - informano i media cinesi - è affondata oggi.

Viola i domiciliari, finisce in carcere
La procura di cassino ha così disposto la conversione della pena domiciliare a quella più afflittiva della detenzione in carcere. I poliziotti hanno rintracciato il 29enne intorno alle 23 in via Taddeo da Sessa e lo hanno arrestato.

Le autorità iraniane hanno da poco dichiarato che non c'è stato nulla da fare per i 29 marinai dispersi. Al momento non è ancora stata stimata con precisione la marea nera causata dal greggio fuoriuscito dalle stive della petroliera ma potrebbe essere la peggiore dal 1991. I membri dell'equipaggio sono stati uccisi dalla potente esplosione successiva all'incidente. Il condensato, una versione ultra leggera del petrolio greggio, è molto diverso dal greggio nero che si vede spesso nelle fuoriuscite di petrolio: si trova sotto forma di gas all'interno di serbatoi ad alta pressione e si liquefa una volta estratto. La nave trasportava quasi un milione di barili, pari a 136'000 tonnellate di petrolio ultraleggero, il cosiddetto "condensato". Stava spedendo prodotti alla società sudcoreana Hanwha Total.

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