Assange, l'Ecuador conferma: "Gli abbiamo concesso la cittadinanza"

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L'immunità diplomatica avrebbe concesso al fondatore di Wikileaks di uscire dall'ambasciata senza il rischio di essere arrestato. E i dipendenti della ambasciata ecuadoriana a Londra non ne possono più. "Stiamo cercando un Paese terzo o una personalità - ha reso noto il capo della diplomazia di Quito, Maria Fernanda Espinosa - non si potrà raggiungere alcuna soluzione senza la cooperazione internazionale e della Gran Bretagna che ha reso noto il suo interesse per trovare una via d'uscita alla situazione". Secondo il quotidiano locale El Universo il numero sarebbe 1729926483, in cui Assange risulterebbe residente nella provincia di Pichincha. Il Foreign Office britannico, però, ha rifiutato, verosimilmente per le pressioni di Washington, che loo considera uno degli uomini più pericolosi al mondo per la sicurezza nazionale.

"Julian mangia tutto con le mani e si pulisce le dita sui pantaloni, non ho mai visto in vita mia pantaloni così sporchi" riporta IBT le parole di un altro collega di Assange, un ex attivista di WikiLeaks, Daniel Domscheit-Berg. A riferirlo è Fox News, che cita l'International Business Times.

Lo "shithole" di Trump mette in crisi i media americani
Anche stavolta, dunque, sembra proprio che quando i media puntano il dito contro qualcosa, molto spesso è per nascondere altro. I giornalisti hanno messo in guardia sul genere di linguaggio ma non hanno "salvato" Trump dal suo gergo imbarazzante.

Gli investigatori svedesi hanno annunciato l'interruzione delle indagini sulle accuse di violenza sessuale nel corso dello scorso anno, spiegando di non avere la possibilità di procedere ulteriormente finché Assange resta rinchiuso all'interno dell'ambasciata.

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