Scandalo scontrini, l'ex sindaco Marino condannato a due anni per peculato

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I giudici di piazzale Clodio hanno quindi ribaltato la sentenza di primo grado che aveva assolto Marino dalle accuse di falso e peculato. L'ex primo cittadino di Roma risponde di peculato e falso.

Non ha voluto commentare davanti ai giornalisti fuori dal Tribunale l'ex sindaco di Roma: ha lasciato gli uffici del tribunale, scuro in volto per una sentenza che forse non si aspettava dopo l'assoluzione in primo grado. Nei suoi confronti il procuratore generale Vincenzo Saveriano aveva sollecitato una condanna a due anni e mezzo. Confermata invece l'assoluzione per l'accusa di truffa per le consulenze della Onlus Imagine. La vicenda giudiziaria riguardava una cinquantina di cene pagate con la carta di credito che gli fu rilasciata durante il suo mandato dall'amministrazione capitolina. Non posso non pensare - continua l'ex sindaco - che si tratti di una sentenza dal sapore politico proprio nel momento in cui si avvicinano due importanti scadenze elettorali per il Paese e per la Regione Lazio. Il giudice sottolineò che Marino non aveva commesso alcun reato, ma da parte sua c'era stata "imprecisione e superficialità".

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Gli agenti, inoltre, hanno denunciato D.G.M. (45 anni), siracusano, per il reato di evasione dagli arresti domiciliari. Le cause dell'incendio sono da accertare anche se appare probabile si tratti di fatto doloso.

D'altra parte, l'ex sindaco è accusato anche di falso, gli inquirenti ritengono, infatti, che con lo scopo di nascondere queste spese effettuate con la carta in dotazione, Marino avrebbe dato disposizione, a chi di dovere, d'indicare giustificazioni di spesa non veritiere spacciandole per istituzionali e apponendovi in calce anche la sua stessa firma. Quanto riportato oggi dall'Ansa dunque riapre la polemica "sugli scontrini" che era divenuta di carattere nazionale nei giorni di "fuoco" contro il sindaco della Capitale più discusso della storia (prima dell'attuale corso grillino). Con il mio assistito ricorrerò in Cassazione confidando in una valutazione aliena da sospetti di natura politica.

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