Roberto Maroni oggi in conferenza stampa

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La conferma in casa Carroccio è arrivata stamattina: come preannunciato nelle scorse ore, Roberto Maroni ha confermato alla riunione di Giunta che non si ricandiderà "per motivi personali" alla presidenza della Lombardia indicando nell'ex sindaco di Varese il candidato a succedergli nelle elezioni del 4 marzo. In contemporanea su su Rtl 102.5 Matteo Salvini, segretario della Lega, rimarca: "Berlusconi è un uomo potentissimo, ha fatto tanto nella vita, fa una telefonata e in cinque minuti è ovunque in tv.È chiaro che non posso assolutamente competere con lui, con Renzi, con queste potenze".

L'ex ministro dell'Interno ha deciso di non candidarsi per ottenere un secondo mandato per il Pirellone. Non esclude però l'ipotesi di un suo ruolo in un futuro governo di centrodestra, a conferma di questo la stoccata al M5S: "Ho solo una preoccupazione: che possa assumere responsabilità di governo uno come Luigi Di Maio".

Lisandro Lopez a Milano nei prossimi giorni. Accordi chiari tra le parti
La trattativa si è sviluppata velocemente e non ci sono state particolari difficoltà nel trovare gli accordi. Si stringe anche con il Barcellona per Rafinha: attesi entro domenica il sì per lui e per Ramires .

Onorevole Paolo Grimoldi, segretario della Lega in Lombardia, l'ha sorpresa il passo indietro di Roberto Maroni o se lo aspettava? "E' una decisione mia personale per la quale chiedo a tutti rispetto". "Con la politica ho una lunga storia d'amore fatta di passione di sfida, successi" ha ricordato lievemente emozionato, ricordando gli inizi con Umberto Bossi. Dobbiamo incontrarci con Matteo Salvini - ha precisato Berlusconi - ma vedo che nei sondaggi Fontana ottiene dei risultati che depongono molto bene.

Intanto rimane il dubbio su chi succederà all'incarico. "Non ho pretese e non ho richieste ma sono a disposizione, lo lascerò decidere a chi dovrà decidere". Nella nota congiunta diffusa dopo il vertice, si precisa che "se davvero il presidente Maroni per motivi personali non confermasse la disponibilita' alla sua candidatura" in Regione "verrebbe messo in campo un profilo gia' comunemente individuato". Per me Di Maio è la Raggi al cubo. "Non mi reputo così straordinariamente fondamentale da essere l'unico in grado di vincere" ha aggiunto. Le facce intorno all'albero di Natale di Villa San Martino ad Arcore sono belle sorridenti, e certamente per la coalizione di centrodestra si tratta di un fatto positivo, ma la piena sintonia dei protagonisti è ancora almeno in parte da scrivere.

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