Il Torino esonera Mihajlovic, è ufficiale. Fatale il ko con la Juventus

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A pesare secondo le indiscrezioni anche l'ennesima espulsione dell'allenatore serbo, che durante la stracittadina ha aggredito a male parole l'arbitro Doveri dopo la verifica VAR che aveva convalidato il gol del 2-0 della Juve, firmato da Mandzukic. Da più parti il nome di Walter Mazzarri, ex tecnico di Inter e Napoli.

Per me è un sogno che si realizza avere Mazzarri.

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Ovviamente le forze dell'ordine indagheranno sul caso e Don Matteo , come al solito, collaborerà alla risoluzione del mistero. Per questo ha dovuto anche mettere in secondo piano la sua femminilità, nascosta dietro la rigorosa divisa che indossa.

Lex, dura lex, sed lex: la sconfitta nel derby di Coppa Italia ha condannato Sinisa Mihajlovic all'esonero dal Torino (che lo ha prontamente rimpiazzato ieri con Walter Mazzarri). Petrachi ha il suo compito, l'allenatore deve fare il meglio possibile per la squadra.

È difficile individuare il momento esatto in cui tutto ha iniziato ad andare male, perché l'intera gestione di Mihajlovic è disseminata di promesse mancate e momenti di svolta rimandati, di dettagli che girando dal verso sbagliato hanno tracciato la strada che ha portato all'esonero: gli infortuni, in particolare quello di Belotti, le scommesse perse con Niang e Ljajic, voluti fortemente da Mihajlovic, ma incapaci di ripagarne la fiducia, le rimonte subite, soprattutto contro il Verona e la SPAL. Ha trattato la buonuscita con il club di Premier (era sotto contratto fino al 2019), poi finalmente l'ufficialità che ne sancisce il ritorno in Serie A: il Torino si affida a lui. I viola scelgono il serbo per sostituire Cesare Prandelli, ma è proprio nella piazza viola che sorgono i primi problemi. Dopo l'avventura sulla panchina della Serbia, Mihajlovic si rilancia alla Sampdoria, dove, oltre a rimanere in zona Champions per buona parte del campionato, permette a molti giocatori di mettersi in luce: Soriano, Eder, Muriel, Gabbiadini e Okaka. Mihajlovic li ha difesi, elogiati, esortati e minacciati, ma ha ricavato da entrambi meno di quanto si aspettasse. Mihajlovic è sembrato poco interessato alle questioni tattiche. Ma la rivoluzione, prima che nel modulo, dovrà essere nell'atteggiamento, in questa stagione spesso e volentieri solo lontano parente dal famoso cuore Toro. "Non ho visto la voglia nelle ultime partite e allora sono intervenuto". I risultati hanno fatto il resto: sia la "pareggite" (dieci le "X" del Toro in questa serie A) sia le due sconfitte consecutive in pieno autunno con Roma (0-1 in casa) e Fiorentina (3-0 al Franchi) che Urbano non ha mai digerito per motivi tecnici e di gestione della squadra. Poi in certe annate ho avuto giocatori più forti, e ho dato spazio anche più al talento.

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