Barcellona, Abidal rivela: "Durante la malattia i miei compagni soffrivano a vedermi"

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Il primo, quando inviò un video alla squadra prima di una partita, dicendo loro "che non dovevano preoccuparsi per me". E oggi, a 38 anni, dopo essere uscito a riveder le stelle, trova la forza per raccontare come ha vissuto quegli anni difficili, sospeso tra la vita e la morte che giocano a carte ai piedi del suo letto.

Eric Abidal, ex terzino del Barcellona e della Nazionale francese, si è confessato ai microfoni di Canal Plus tornando a parlare della sua battaglia vinta contro il cancro: "Ero un cadavere che camminava". Messi mi rispose di non mandarne più perché così facendo ottenevo un effetto contrario. "Leo aveva detto che non gli piaceva vedermi cosi', ma in nessun momento ha mai detto parole cattive verso di me".

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C'e' sintonia con il Napoli , Giaccherini può lasciare spazio ad altri giocatori importanti, e' un divorzio consensuale. Abbiamo l'accordo con Giuntoli e De Laurentiis, saluteremo il club con grandissima simpatia.

Una storia di sofferenza e rinascita, quella di Abidal, visto che il difensore francese dopo la malattia ritornò in campo e due mesi dopo sollevò la Champions. Un messaggio ben diverso da quello apparso su molti media, che hanno fatto apparire Messi come un insensibile, tanto insensibile da voler 'isolare' un compagno gravemente malato pur di non danneggiare i risultati sportivi della squadra. "Mi disse anche che sembravo un cadavere per come mi muovevo e ciò li ha fatti stare male". Poi racconta l'emozione di una visita di Henry, a New York: "Quando lo vidi in fondo al corridoio cominciai a piangere come un bambino". Sono stati dei momenti davvero terribili, un'esperienza da non ripetere assolutamente; l'unica volta in cui mi sono sentito sollevato è stato quando il dottore che mi curava mi disse che era necessario effettuare un'altra operazione.

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