Tunisia, terza notte di scontri: 328 arresti

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A Tebourba in centinaia hanno preso parte alla sepoltura del manifestante rimasto ucciso nei tafferugli, forse soffocato dai gas lacrimogeni, ma in breve la scena si è trasformata nel lancio di pietre da una parte e di gas lacrimogeni dall'altra. Gli scontri si sono ripetuti a Kasserine, dove manifestanti giovanissimi sotto i 20 anni tentano di bloccare strade bruciando pneumatici e lanciano sassi contro le forze di sicurezza. In quest'ultima città è stata data alle fiamme la caserma di polizia, mentre non è chiaro se la bottiglia molotov lanciata contro la storica sinagoga della Ghriba sull'isola di Djerba, meta di pellegrinaggio e luogo in cui è custodita una copia antichissima della Torah, sia stata lanciata da manifestanti o più probabilmente se si sia trattato di un attentato portato a termine da due uomini figgiti in moto, come rivelano sui social i manifestanti ed ora diverse fonti giornalistiche.

Secondo quanto riferito dal portavoce del ministero dell'Interno, Khelifa Chibani, citato dai media locali, sono state arrestate 328 persone coinvolte in episodi di saccheggio e violenza; 21 agenti sono rimasti feriti e 10 veicoli delle forze dell'ordine sono stati danneggiati. In molti casi le unità dell'esercito hanno affiancato quelle della polizia al fine di tutelare beni ed edifici pubblici. I giornali tunisini hanno inoltre registrato numerosi presunti terroristi arrestati tra i facinorosi e di operazioni a Kairouan e Kasserine e tra Kasserine e Sidi Bouzid. Tra questi ci sarebbero anche una trentina di estremisti islamici. Il premier tunisino Youssef Chahed ha accusato dei disordini esponenti del Fronte popolare, partito dell'opposizione di sinistra.

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La campagna 'Fech Nastanniu?' ('Cosa aspettiamo?'), che ha dato inizio alle proteste, ha invitato i tunisini a manifestare in massa nella giornata di domani. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

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