Lombardia, Maroni: "Salvini con me si è comportato come uno stalinista"

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Vogliono spaccare la Lega, rovinare la candidatura a premier di Salvini, prepararsi all'inciucio post-elettorale con il Pd e con il resto del sistema: queste le parole della rabbia del Carroccio che non risparmia Bobo e fa riemergere i vecchi sospetti del '94 quando Bossi ruppe con il Cavaliere e Maroni era tentato di schierarsi più con Silvio che con l'Umberto.

"Matteo Salvini si è comportato come un leader stalinista nei miei riguardi dopo la scelta di non ricandidarmi alla presidenza della Regione Lombardia", ha affermato Maroni dicendosi dispiaciuto dei toni "sprezzanti e sorprendenti" utilizzati dal Segretario leghista. Di fatto, invece, mi sembra stia avvenendo questo. Però, ne abbiamo parlato tre volte: la prima mi ha detto che stava maturando la decisione, poi me l'ha confermato. "Non ho pretese o richieste da fare", ha aggiunto, ma "sono naturalmente a disposizione se dovesse servire. Questo significa occuparsi solo di marketing e poco di futuro". Il Movimento 5 Stelle si scaglia contro Vespa e Fazio: in questi giorni i 5stelle presenteranno gli emendamenti per escludere dalla campagna elettorale presentatori tv che non hanno contratto giornalistico. Intanto proseguono le tensioni nel centrodestra: dopo le uscite di Salvini sui vaccini, anche Giovanni Toti (l'anello di congiunzione tra Meloni-Salvini e Forza Italia) ha detto la sua, "tra l'obbligo e iil divieto preferisco l'obbligo", mentre già il senatore azzurro Romani ieri aveva commentato "Non credo proprio che l'abolizione dell'obbligo vaccinale proposto da Matteo Salvini entri nel programma del centrodestra".

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Noi avevamo rifondato la squadra, ora la squadra ha due anni di esperienza in più e tanti di milioni investiti". Certo bisognerà capire se Conte vorrà tornare a confrontarsi con la Nazionale o lavorare ancora nei club.

Il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, durante un'intervista a Il Foglio lancia delle accuse ben precise. "La politica non è solo marketing". "Che potevo fare? Le scelte di carattere personale vanno rispettate e non discusse".

"Consiglierei a Salvini di ricordare che fine ha fatto Stalin e che Lenin definiva l'estremismo la malattia infantile del comunismo".

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