Pfizer: non investiamo più su Alzheimer

Share

La notizia del passo indietro di Pfizer dalla frontiera della ricerca sulle patologie neurodegenerative, lanciata con evidenza anche dai mezzi di informazione generalisti, ha fatto sorgere molte e diffuse preoccupazioni, in particolare tra gli addetti ai lavori e nelle associazioni dei malati (che registrano numeri in crescita) di patologie come l'Alzheimer e il Parkinson. Per questo la società farmaceutica americana ha deciso di deviare altrove, su altri campi di ricerca, le sue risorse. Il motivo? Gli ingenti investimenti non hanno portato i risultati attesi. Lo stesso destino toccherà anche alla ricerca contro il Parkinson, per il quale non è stato ancora trovato un trattamento risolutivo.

La Presidente di Alzheimer Italia, Gabriella Salvini Porro, è intervenuta ai microfoni di Radio Cusano Campus nel corso del programma Genetica Oggi condotto da Andrea Lupoli, sottolineando come: "E' una cosa talmente assurda che una azienda così grande e importante come la Pfizer rinunci a finanziare la ricerca, solo attraverso la ricerca è possibile ottenere risultati".

Apple, Francia apre un'inchiesta per "truffa" e "obsolescienza programmata"
Messa fuori mercato la filiera dei "riparatori" , l'industria della tecnologia ha compiuto una sorta di "delitto perfetto" ai danni dei consumatori.

Ma, in realtà, la decisione di Pfizer si inquadra in una prospettiva di strategia aziendale e non ha niente a che vedere con l'orientamento di fondo della farmaceutica mondiale, perfettamente consapevole che la risposta alle patologie degenerative del cervello, Alzheimer in testa, rappresenta un'area strategica per il futuro dei sistemi sanitari mondiali e dunque per il mercato della salute, come peraltro ribadito con chiarezza dalla Organizzazione mondiale della sanità nello scoro mese di maggio, con il Piano globale di azione sulla risposta di Salute pubblica alla Demenza 2017-2025 e l'invio ai governi a un maggiore impegno su queste patologie. In precedenza, nel 2012, anche un farmaco messo a punto dalla stessa Pfizer, in joint venture con Johnson & Johnson ed Elan Pharmaceuticals, simile al farmaco Lilly, aveva fallito il suo scopo. Si tratta in tutti i casi di farmaci che bloccano l'enzima di conversione betaamiloide. E non prima del 2019 dovrebbe essere pronto anche lo studio di Biogen stavolta su un farmaco anticorpo.

Share