Spotify guarda alla Borsa, quotazione a fine marzo

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Un fine anno con il botto quello di#spotify. Così come a luglio sono arrivate le cause di Rob Gaudino e Bluewater Music che sono due editori musicali di Nashville. Per questo motivo, ha anche chiesto un risarcimento danni di 1,6 miliardi di dollari. La causa è stata archiviata il 29 dicembre nel tribunale federale della California.

Spotify, il servizio di musica in streaming, ha presentato la documentazione necessaria per quotarsi in borsa negli Stati Uniti. Poco più di sei mesi fa, e precisamente nel maggio del 2017, la società svedese aveva chiuso una disputa, con capofila autori David Lowery e Melissa Ferrick, pagando ben 43 milioni di dollari al fine di evitare l'avvio di una class action, ovverosia di un'azione collettiva risarcitoria.

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Ma il difetto è stato appena scoperto dai ricercatori e non c'è nessuna prova che gli hacker ci siano arrivati prima. Ma invece molti sostengono che si avvertiranno rallentamenti dal 5 al 30% secondo le applicazioni.

Per rispondere alle accuse di dell'editore, Spotify potrebbe seguire però una nuova linea, sostenendo che il contratto di gestione dei diritti d'autore non preveda la possibilità per l'editore di intentare cause legali in nome e per conto degli autori.

Inoltre, la società spiega che era ed è desiderosa tutt'ora di sedersi a tavolino con Spotify per elaborare una soluzione amichevole per le sue violazioni passate e usi non autorizzati, elaborando una richiesta che sia equa per tutte le parti.

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